giovedì 22 maggio 2014

Buoni propositi

Nella vita della effe non mancano mai i "buoni propositi", quello che più spesso scarseggia è la volontà e la determinazione per applicarli. Ma forte del motto "il domani è oggi", la effe ogni tanto dà delle brusche sterzate al pigro corso dell'esistenza e si getta a capofitto all'inseguimento di un obiettivo, per cambiare qualche aspetto della sua vita che non le piace o, almeno, per provarci. 
Al momento è il turno dell'alimentazione, argomento che periodicamente viene preso in considerazione e che riguarda la vita di tutta la famiglia. 
La necessità di mangiare cibi sani e il più possibile vari, cucinati con amore e in quantità bilanciate è di primaria importanza per piccoli e grandi, soltanto che richiede una buona dose di organizzazione, una notevole attitudine alla pianificazione familiare, dedizione e tempo, cose che non sempre la effe riesce ad attuare tutte insieme e in maniera convincente.
E' un periodo in cui sente un bisogno fisico di cambiare abitudini alimentari, di mangiare meglio e di dedicarsi di più a questa sfera. Desidera riacquistare più consapevolezza, ordine e controllo in cucina e spera che tutto questo porti benessere ed energia a sé, al Marito e ai nini. Si sente anche abbastanza ispirata e motivata.
Sull'onda di questi pensieri, sulla scia di ottimismo che i "buoni propositi" si sono lasciati dietro, la effe è andata a fare la spesa al supermercato...

Insonnia

Eccomi qui, occhi sgranati, incapace di riprender sonno, mentre mi giro e mi rigiro nel letto. Sento tutti i rumori della notte, il respiro della casa, il ticchettio dell'orologio e ho anche una certa fame. Insomma, un disastro! 
Mi sono svegliata nel cuore della notte e sono stata assalita da mille pensieri: tutte le cose che devo fare e che aspettano da tempo, quelle che non ricordo di dover fare (ma prima o poi...), quelle che non mi va di fare e le cose che non farò per certo. 
Per non parlare dell'assalto dei pensieri paturnioso-esistenziali, assolutamente inutili e dannosi, soprattutto a quest'ora. Ti arrovelli e ti maceri senza concludere nulla di buono, con l'unica certezza di non averne azzeccata una.
Non mi accadeva da tempo di avere una notte insonne, piuttosto di lottare contro il sonno e resistere, per lavorare o per finire di vedere un film.
Eccomi qui, a scrivere, con la speranza di addormentarmi, con il dilemma mi-faccio-un-panino-o-no, con il terrore di restare sveglia e non andare da nessuna parte.

lunedì 19 maggio 2014

Indigestione

Il fine settimana è trascorso pieno e intenso. La effe ha fatto indigestione di vita, dopo il venerdì sottotono in cui, anche se era uscita di casa controvoglia e senza dentiera, ha vissuto una giornata impegnativa che è terminata tardissimo, lasciandola un po' provata.

sabato 17 maggio 2014

Una vita da mediano...

...a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni... 
 


sempre lì
lì nel mezzo
finché ce n'hai stai lì


una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco


una vita da mediano
che natura non ti ha dato
né lo spunto della punta
né del 10 che peccato... 


...cantava il grande Ligabue. 

venerdì 16 maggio 2014

Vita da sdentati

Ci sono giorni in cui la sola idea di svegliarsi, uscire dal letto e cominciare la giornata è devastante.
Non è che ci siano problemi particolari, non è che ci si senta poco bene è che si preferirebbe restare nella pace tiepida e ovattata del letto, piuttosto che andarsi a tuffare nel caos e nell'aggressività del traffico all'ora di punta, si vorrebbe rallentare invece di correre, stare in silenzio invece di parlare, restare in pigiama e ciabatte a leggere, non vedere nessuno, non affrontare i soliti problemi e così via. 
Ci sono giorni in cui il cielo coperto, le seccature al lavoro, i problemi di casa, la tosse di tuo figlio piccolo, la vita sociale della grande, la solita routine sembrano montagne insormontabili.
Ci sono giorni in cui ci si sente piccoli esseri in un mondo di giganti, lumache tra i ghepardi, gazzelle zoppe tra i leoni, muffe nella varichina, abeti all'equatore.
Questa condizione di esseri pigri, inetti e poco reattivi non è ammessa nella società dell'efficienza e dei doveri, degli impegni e dei risultati, nella società del tutto e subito (possibilmente fatto bene) e così si è costretti ad addentare la vita anche se la dentiera si sta disincrostando nel bicchiere sul comodino.
Oggi uscirò di casa in ritardo, con vestiti comodi e scarpe-pantofola, andrò piano, parlerò poco, interagirò ancor meno, insomma farò il minimo indispensabile e lascerò la dentiera a casa.

lunedì 12 maggio 2014

Festa della mamma

Fiori, poesie, cuori rossi, ringraziamenti, buoni propositi e pentimenti. La festa della mamma è come il Natale, si è tutti più buoni. Ogni giorno dovrebbe essere la festa della mamma...
La Nina ha scritto un testo in cui l'unica cosa vera, secondo me, è che mi piacciono le collane di pietre dure e che indosso quasi sempre i pantaloni. Lei mi vede snella e simpatica, con un sorriso raggiante e un carattere tranquillo, dice che sono divertente, che mi piace cantare e leggere e la cosa che le piace di più di me è quando studiamo insieme scienze e facciamo gli esperimenti. A me non risulta, il più delle volte mi sbuffa contro e cerca di tenermi alla larga. Ad ogni modo, quello che ha scritto è bellissimo, quasi quasi ci credo che sono così.

domenica 11 maggio 2014

Cambio radicale?

Sabato mattina, salone del parrucchiere. 
Ho deciso di concedermi una sessione completa: taglio e colore. Il problema è: taglio classico e colore naturale o cambio radicale? Il solito dilemma prima del grande evento. Già! Vado al parrucchiere una volta l'anno, se pure, con i capelli che sembrano cicorie lesse e le ciocche bianche che neanche le mèches, roba da far inorridire anche un tosatore di pecore, figuriamoci il grande Tony, hair stylist cui sono stata introdotta da un'amica. "Ti saprà consigliare! E' bravissimo, ci vado da una vita". E' proprio quello di cui ho bisogno, qualcuno cui affidarmi, in grado di interpretare la natura del capello, le esigenze e lo spirito di chi "lo porta" e coniugarli alle tendenze del momento, che non guasta.

domenica 4 maggio 2014

In viaggio con loro

Quando il Marito le ha proposto di fare un mini-trip familiare, la effe non ha che risposto di sì, con l'entusiasmo cieco di chi ha voglia di cambiare aria e vedere un orizzonte più ampio e lontano, con il desiderio di condividere nuove esperienze con i nini, con la sana voglia di avventura. 
Meta: Salento...lu sole...lu mare...lu jentu e poi...spiagge di sabbia lieve e dorata, dune, stagni e uccelli acquatici, garighe in fiore, praterie punteggiate da preziose orchidee, scogliere a picco sul mare e paesaggi di una bellezza rara a tratti ruvida. 
Non avevano fatto i conti le bizzarrìe del tempo e un sacco di altre cose.

giovedì 1 maggio 2014

Prim-o-maggio

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che non molti conoscono. 

La chiave a stella - Primo Levi, 1978

A chi ama il proprio lavoro e vi si dedica con passione e determinazione, perdendo a volte qualche pezzo di sé.

A chi fa un lavoro che non ama ma lo fa lo stesso, con serietà e impegno.

A chi ha smesso di amare il proprio lavoro e a chi continua ad amarlo nonostante tutto.

A chi pensa che lavorare voglia dire andare in ufficio e leggere il giornale.

A chi lavora ogni giorno e viene pagato qualche volta.

A chi lavora qualche volta e viene pagato ogni mese.

A chi lavora tanto e viene pagato poco. 

A chi viene pagato troppo. 

A chi il lavoro lo ha trovato lontano e a chi lavora a casa.

A chi non riesce a trovare un lavoro e a chi non lo cerca nemmeno.

A chi è stanco di lavorare e a chi non vorrebbe smettere mai.

A chi ha perso il lavoro e a chi lo ha trovato.

A chi è andato in pensione ma non ha smesso di lavorare.

A chi vorrebbe cambiare lavoro e a chi non vorrebbe cambiarlo mai.

A chi ha dedicato la vita al lavoro. 

A chi lavorando ha perso la vita.

martedì 29 aprile 2014

Domani comincio a fare fitness

Nella lista della effe, quella delle attività da fare per prendersi cura di sé e stare bene, non ci sono soltanto cosette banali come la detersione quotidiana del viso, la maschera idratante del sabato (Aiutooo! Il moootrooo!), la crema rimodellante mattutina (un giorno sì e due no), l'olio rassodante per collo e décollté, lo scrub corpo settimanale, il trucco per uniformare l'incarnato e nascondere i brufoli (quando non si è in ritardissimo), ma ci sarebbe anche l'obiettivo di fare un po' di attività fisica, di tipologia e intensità non ben identificate.
Iscriversi in palestra o a un qualsiasi corso è impossibile, dato il già affollato carnet settimanale e l'imprevedibilità degli eventi.

sabato 26 aprile 2014

Piccola vita

Insignificanti dettagli che un giorno appaiono in tutta la loro importanza. Come dita piccole e leggere, scrivono l'esistenza, le danno consistenza e colore, compaiono ai tuoi occhi come fitte di luce, all'improvviso. Segnano il tempo, scandiscono il cambiamento, illuminano il tuo esistere. Quanta "piccola vita" ci riporta al passato, ci lega al presente, ci guida nell'agire.

venerdì 25 aprile 2014

La felicità

E' qualcosa che tutti cercano, fin da bambini. E' un obiettivo da raggiungere ma non sempre si sa bene cosa si voglia, cosa ci renda davvero felici. 
Da piccoli a volte basta poco, un desiderio esaudito, un regalo, stare con mamma e papà, sentirsi amati, ma anche una corsa in un prato, la libertà di stare all'aria aperta, giocare con la terra, fare castelli di sabbia in riva al mare, cantare in macchina, stare con gli amici. 
Man mano che si cresce si alza il tiro e può diventare complicato capire cosa ci possa dare la felicità, si perdono di vista i reali bisogni, quello che desideriamo davvero e ci si lascia trascinare in un turbine di compulsiva e spasmodica ricerca di non-si-sa-bene-cosa, la felicità. 
C'è chi riesce a trovarla, chi si convince di averla trovata, chi non la raggiunge mai. 
E poi c'è chi la incontra in un momento della vita, un po' per caso, la assapora, la vive con intensità e capisce che la felicità è un'illusione, è un bene raro e spesso troppo costoso, che per averla si deve talvolta sacrificare quella di qualcun'altro e quindi lascia stare, accontentandosi di attimi, sparsi qua e là. 
C'è anche chi riesce a capire che forse non è la felicità, con i suoi inevitabili sbalzi e sobbalzi, a dover essere cercata ma piuttosto una condizione che ci permetta di mantenere, in modo costante e duraturo, uno stato d'animo sereno, aperto e positivo, per affontare al meglio gli eventi della vita.

"Contento, non necessariamente felice. La contentezza è uno stato della vita che ci può proteggere" (Sergio Castellitto, 2008).

La effe riparte da qui, almeno ci prova, o meglio ci ri-prova. 
La effe, eterna scontenta, insoddisfatta per natura, infelice per vocazione, cerca ogni giorno di percorrere una nuova strada per trovare la serenità e la soddisfazione in quello che è, nella vita che vive, nelle scelte che fa. 
La effe ci deve lavorare ancora molto.

domenica 20 aprile 2014

Ciuccio e coniglio

La effe aveva un problema: far separare il nino dal ciuccio. Ogni sera, al richiamo di "Ciuccio e coniglio", cominciavano le procedure per la nanna, negli ultimi tempi sempre più faticose, che terminavano in genere con la effe arrotolata "a scoiattolo" nel lettino e il nino in giro a spargere terrore per la casa. Efficace, no? La preoccupazione era quella di peggiorare le cose eliminando l'effetto sedativo del ciuccio, anche se era diventato più che altro come quei giochi che si danno ai cani da mordere...
Comunque, le mamme hanno l'abilità di farsi mille problemi e paranoie, rendendo tutto più complicato di quello che in realtà non sia. E così la effe, cercando il modo meno traumatico per la separazione (quasi lo dovesse lasciare lei il ciuccio), ha rimandato e rimandato fino a che il cucciolo non ha assunto l'aspetto del teppistello con ciuccio/sigaretta. Oltre che a tre anni il ciuccio è proprio ridicolo, c'è anche da dire che fa male ai denti e alla conformazione del palato, ma il trauma? come si fa col trauma da separazione? E se poi la notte diventa un calvario perché manca il ciuccio, come si fa a tornare indietro? Non è peggio?
La effe cose come queste non le sa fare proprio, non sa trovare il modo, le fa e basta, generalmente spinta da un impulso e senza mezzi termini. Una sera, dopo l'ennesima bagarre pre-nanna, il ciuccio ha fatto un volo, è sparito. Non è stato cercato, non è servito per addormentarsi ed è sparito per sempre. Il mattino dopo, alla richiesta "Mamma, dove sarà il ciuccio?", è seguita una convincentissima storia di folletti, alberi dei ciucci e fantasticherie varie. Così, al momento giusto, questo passo così complicato è stato fatto, e ora siamo pronti per nuove avventure. 
Resta ancora il coniglio...

giovedì 17 aprile 2014

Fiore d'acciao

Tanta vita, tante battaglie. Oggi ne è cominciata una nuova, difficile, che ti metterà a dura prova. Combatterai e vincerai la tua battaglia, sei forte anche se non lo sai. Saranno con te tutti quelli che ti vogliono bene, quelli che ti fanno ridere, quelli che ti comprendono e quelli che ti fanno incazzare. Faranno tutti il tifo per te. Coraggio... fiore d'acciaio.

domenica 13 aprile 2014

Quando avranno l'orecchino al naso

Quando si riesce a uscire una sera senza bambini e a mimetizzarsi nella massa ciarliera del sabato, cercando di sentirsi parte di un'altra dimensione, capita di mettersi a osservare i gruppi di ragazzotti e adolescenti riuniti davanti ai locali. La moda del momento è varia, a tratti agghiacciante: shorts e trampoli oppure miniabiti a fiorellini con, indifferentemente, ballerine, anfibi o scarpe da tennis, per lei, pantaloni a sigaretta, con risvolto o cavallo basso o entrambi, per lui. Spopolano il ciuffo alla Little Tony, i piercing e lo stile finto trasandato.
Il pensiero corre di sfuggita a quando c'eri tu al freddo, magari con una minigonna improbabile, ad aspettare che il tavolo si liberasse o sbaciucchiarti col fidanzatino, incurante del resto attorno.
Poi pensi che tra qualche anno ci troverai tua figlia, avvinghiata a un tipo brufoloso a metà tra Totò Principe di Capri ed er Monnezza, e ti viene un colpo. Non sono pronta, lo ammetto. Il solo pensarci mi mette i brividi. 
"Mamma, quando sarò grande, mi farò un tatuaggio, ma non con gli aghi, non quelllo che resta per sempre." E chi ci crede.
"Mamma, mi farò i buchi."  Dove?
E mi immagino di vederla tornare, da una vacanza studio in Inghilterra, con l'anello al naso, che si usa sempre, e una sirena tatuata su mezzo corpo. 
Poi mi tranquillizzo, penso che ci vuole ancora un po' di tempo e spero che le cose vadano meglio di come me le sono immaginate. Piercing all'ombelico e piccola farfalla dietro la nuca?