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mercoledì 30 settembre 2015

Per dire che ci sono

Giornate impegnative, faticose, sempre sul filo. 
Giornate che non fanno in tempo a finire che già ne comincia un'altra, uguale se non peggio.
Ma anche giornate piene di cose belle, che mettono gioia e che regalano soddisfazioni. 
L'effetto è quello di un turbine che non ti lascia neanche il tempo di rielaborare, raccontare, che non ti permette di fermarti a riflettere.
Ma va bene così... niente che non possa essere risolto con un elenco, di quelli che almeno metti un po' di cose nero su bianco, perché non volino via, poi si pensa.

mercoledì 22 luglio 2015

Di lotte, mulini a vento e cose belle

In questa giornata, la effe ha combattuto contro i mulini a vento, un po' con lo spirito, folle e cavalleresco, delle lotte che si devono fare anche se non portano quasi a nulla, un po' con la rabbia e lo sconforto della consapevolezza che cambiare le cose è difficile assai, soprattutto quando non si ha alcun potere. Quello che voleva forse lo ha raggiunto, ma non sempre si prova una gran soddisfazione se la conquista è fine a sé stessa.
Questa giornata, però, era cominciata con un altro sapore, quello dei pensieri belli, delle idee condivise, della ricerca interiore, col sapore delle piccole-grandi cose che danno gioia, delle cose belle che regalano sollievo.

mercoledì 15 luglio 2015

Il palo

Qualche giorno fa, la effe tornava da una dura giornata di lavoro, sotto il sole, a prendersi cura di un giardino "strappando" erbacce, con la schiena curva e il sudore che gronda, le mani nella terra e la polvere in faccia.
Era con due colleghe, erano stanche, un po' rotte, ma felici e soddisfatte del lavoro fatto.
La macchina, non guidava lei, andava un po' allegra, la strada in discesa nascondeva l'insidia di una curva e della sabbia sulla carreggiata ha reso la frenata vana...

domenica 31 maggio 2015

Prova costume

Domenica, bella giornata, niente impegni... che si fa? Mare!
Grande entusiasmo, non resta che prepararsi. Prima volta...
E qui casca... la effe!
Costumi e teli, borsa mare e creme solari: trovati!
Ciabatte? Ma dove sono gli infradito? Boh? Vorrà dire che ripiegherà sulle ciabatte di casa...
E Nino? Niente ciabattine, sono rimaste nella borsa della piscina a casa de La Ma... vabbé andrà scalzo, che vorrete mai che sia camminare sugli scogli?
I giochi del mare? Sparsi per la casa e la paletta se l'è pure mangiata il cane! Ci si arrangerà...
E qui ci giriamo intorno... la prova costume? 
Panico! Chi l'ha fatta? Ma tanto lo sa... quest'anno c'ha la panzotta e la cellulite! 
Pronti? Si va!

sabato 17 gennaio 2015

Avresti potuto, ma...

Fermarsi un momento a pensare, quando l'onda è passata, quando la giornata sta dolcemente volgendo al termine, e fare un bilancio di come l'hai vissuta, di quello che ti ha regalato. 
Avrebbe potuto essere orrenda, sarebbe potuto andare storto qualcosa. Magari saresti potuta arrivare in ritardo all'esame e fare brutta figura con gli studenti, il Nino avrebbe potuto fare una scenata steso a terra in mezzo alla strada e tu lì, a fissarlo annichilita, combattuta tra impulsi contrastanti che a dirli c'è da stare male. 
Avresti potuto ignorare che è il giorno del tuo compleanno e fuggire il contatto umano, nascondendoti dietro un finto malessere, nella tua pelliccia da orso scontroso o nel vestito da istrice pungente.
Invece di una splendida torta al cioccolato, avresti potuto sfornare un mattone di paglia e fango e vederti costretta a correre in pasticceria a comprare un triste tortino e pagarlo a peso d'oro.
La pizza rustica sarebbe potuta essere poco cotta sotto, senza sale e bruciata sopra.
In fin dei conti, anche se hai compiuto 37 anni e ti fa senso perché dentro di te sei ferma a 35, anche se hai passato 2 ore a fare il cane cattivo per non far copiare gli studenti, pensando a quando c'eri tu dall'altra parte, tuo figlio è sulla via di ammalarsi e ti è stato addosso come un mitile tutto il tempo, la splendida torta ha fatto un volo a terra e si è ammaccata, non hai spento le candeline e quindi non hai espresso il desiderio, i familiari con cui hai scelto di trascorrere la serata non hanno fatto altro che battibeccare, anche se ti sei fatta una dose di paturnie non indifferente, puoi dire che la giornata appena trascorsa è stata bella, piena d'amore, affetto, amicizia, pensieri, fiori e regali.

venerdì 31 ottobre 2014

Halloween?

My Halloween vintage bag collection
Appena rientrata da una mostruosissima festicciola di Halloween con i nini, la effe si sente uno straccio, strega lo è sempre, non sarebbe una novità.
Bambini urlanti, travestimenti via via sempre più malridotti, cibo spiaccicato ovunque, risse da sedare, piagnistei da consolare.
I bambini sono stati felicissimi, lei si è data da fare per aiutare e, ora che è a casa, vorrebbe che tutti sparissero, vorrebbe spalmarsi sul divano e conquistare la postazione tv. E invece no, l'assedio dei suoi piccoli pampiri, zombie e diavoletti continua. 
Loro sono sul suo divano, guardano la sua tv e a lei non resta che scegliere se cacciarli e spedirli a nanna o andare a guardare per la duecentesima volta il cartoon di mostri e vampiri, pur di stendersi e riposarsi un po'.
La voglia di fare la strega cattiva, che spegne gli entusiami in un giorno di festa, non c'è.
C'è un po' di spazio per la mamma???
Che poi deve uscire per fare il giro con le streghe...

martedì 16 settembre 2014

Mi detesto

Oggi posso dire che sono stata brava. Sono stata efficiente, attiva, determinata e molto produttiva. Non ho sprecato nemmeno un minuto (o quasi), ho messo in pratica diversi buoni propositi, ho stilato liste varie, scritto frasi motivazionali e, anche se non ho terminato proprio tutto (ci sono ancora le valigie da finire di svuotare e il bucato da riporre), ho fatto tanto... dal cominciare a fare decluttering al cucinare anche per domani, senza trascurare troppo i nini... cose dell'altro mondo!
Ora sono distrutta, a pezzi e, quel che è peggio, invece di essere soddisfatta e felice, sono stranita e infastidita.

lunedì 30 giugno 2014

99 moments of pleasure 1

Da oggi comincia la collezione di 99 momenti di piacere, vissuti e raccontati.
Basta liste di desiderata, meglio elenchi di conquiste, piccole e quotidiane. Non dimentichiamo il motto "il domani è oggi".
E così...

venerdì 20 giugno 2014

Pezzetti

La effe è a pezzi, non c'è nulla di poetico ma è così. 
Da giorni corre e scappa tra un impegno e l'altro, fa funambolismi tra una scadenza e l'altra, si arrabatta per organizzare le giornate dei nini in modo che si sappia dove stanno e con chi ("Mamma che faccio oggi?" "Chi mi prende?" "Torniamo a casa?" "Andiamo da nonna?" "Invitiamo le mie amiche?") e non riesce a farsi una doccia, a vedere un TG, a trovare il tempo per scrivere due righe senza crollare sul portatile. 
Va avanti e indietro in una città che è stata spesso travolta da secchiate d'acqua, allagata e intasata.
La effe ha l'agenda piena di pagamenti in scadenza, l'assicurazione scaduta, la domanda da consegnare, la richiesta da inoltrare, i documenti da preparare, la festa di Nina da organizzare, la casa da riordinare, i mobili da giardino da comprare, i bambini da tagliandare, la macchina da revisionare, la babysitter da trovare, il cane da vaccinare, il giardino da curare, l'estate da pianificare...
Intanto, per non farsi mancare niente, ha partecipato a un concorsone per il posto fisso, lavorando di giorno e studiando nei buchi, lei che di fisso ha soltanto la fissa per la ricerca.
La effe ha anche cose belle da festeggiare e sfide da affrontare, nostalgie con cui convivere e paure da scacciare. 
E' stanca, a pezzetti, senza forza. Si sente senza grinta ed entusiasmo, senza energia, si sente sperduta ma continua a camminare, brancolare, correre in questa vita che a volte le sembra chiederle troppo. 
Magari con un po' di magnesio...

venerdì 28 febbraio 2014

Siamo sicuri?

No, dico, siamo proprio sicuri di voler vivere una vita frenetica, sempre di corsa, inseguendo il tempo e gli impegni, senza respirare, senza pause, al ritmo incessante dettato dal mito/necessità del multitasking?
Le giornate trascorrono intense e a tratti caotiche ma spesso si arriva a sera con la sensazione di aver girato come trottole senza aver fatto chissà che, di essere andati sbattendo da un capo all'altro della città, come la pallina di un flipper. Questa settimana:

lunedì, martedì e mercoledì sono ritornata a casa alle 19 dopo aver lavorato, raccolto, lasciato, lavorato di nuovo, sbrigato faccende e raccolto i Nini con un rocambolesco vai e vieni nel traffico cittadino in tutte le fasce orarie da bollino rosso. Poi compiti fino a tardi, intermezzo cena, addormentamenti vari e puntatina di lavoro al computer. Mercoledì sono anche uscita a cena con le amiche, e quindi ho effettuato, per decenza e rispetto, una piccola opera di restauro in 15 minuti scarsi;

giovedì sveglia di buon'ora ma non abbastanza, il Marito già in viaggio per lavoro, preparativi per tutti... ritardo super e quindi niente doccia, niente trucco, i primi vestiti presi e messi. Al lavoro fino oltre le tre, ora in cui avrei dovuto essere già a prendere Nino all'asilo, poi Nina a scuola e accompagnarla a ginnastica per le 15.45, cercando intanto, di far addormentare il piccoletto nel tragitto in macchina. Digiuna, sono corsa a raccogliere la prole, ho raggiunto la palestra, lasciato Nina ma Nino ancora non dormiva. E ci credo! "Mamma ho fatto la cacca!". Ormai, porto nella mia "borsetta" (che a Mary Poppins le faccio un baffo) pannetti, salviette e ogni genere di strumento di pronto intervento, così, in mezzo alla strada, ho effettuato il cambiopanno. Alle 16.00 passate ho fatto un giretto in macchina per far appisolare Nino e ho trangugiato ai semafori rossi il tanto agognato pasto (panino salame, primosale e rucola). Gira e rigira, è arrivata l'ora di tornare a casa, fare i compiti, preparare la cena e rigovernarnare il caos estremo, per poi crollare miseramente sul divano;

oggi sarà un'altra bella giornata piena... domani comincia il weekend, il calendario è già fitto e non so ancora se riuscirò a trovare il tempo per rifiatare e ricaricare le batterie per affrontare la prossima settimana. Sicuramente no... la sveglia suonerà lunedì e a me sembrerà di aver vissuto un'unica lunga giornata cominciata ormai diversi anni fa.

sabato 1 febbraio 2014

Aggiornamento blog

Ultimamente mi capita più spesso di scrivere di giorno. La notte crollo, mi abbatto, dormo il cosiddetto sonno senza sogni. E' un periodo di stanchezza fisica e mentale, che mi stronca più che farmi essere insonne e produttiva. Va sempre a finire che mi addormento, arrotolata come uno scoiattolo, sul letto 120x70 cm del piccolo Nino. Mi appoggio per fargli un po' di coccole e finisco col crollare. Rimango lì fino a che non mi trovo lui sopra la faccia, che tenta di scalarmi neanche fossi una montagna. Come uno zombie, nel cuore della notte, mi trascino fino al mio letto e mi schianto. Guai a non riprender sonno, potrei restare a rigirarmi per ore, in preda a pensieri angoscianti e senza la benché minima ispirazione per scrivere o energia per fare qualcosa.
Mi capita che mi vengano in mente pensieri, fatti, idee da scrivere nei momenti più strani, nei luoghi più vari. Immagino che accada anche ai blogger più esperti. Io non sono il tipo "sempre connesso", tutt'altro. Ho un cellulare che definire primitivo è poco, il portatile non ha la connessione internet e non è proprio "portatile", evito il più possibile di dedicarmi al blog quando sono al lavoro (anche perché non è facile trovare isolamento e intimità) e, comunque, preferisco meditare un po' prima di postare (si dice così?). E, allora, alla vecchia maniera prendo qualche appunto su un quadernino, che porta in copertina i celebri versi "... Carpe diem..." (e non è un caso che lo abbia scelto per questo scopo). 
Sarà che sono all'antica? Sarà che non mi lascio facilmente andare alla "modernità"? Sarà, ma il piacere di scrivere, magari con una bella stilografica su una carta particolare, è speciale e non riesco ancora a rinunciarci del tutto.

domenica 19 gennaio 2014

Chiusura

Stasera sono a pezzi. La giornata è trascorsa in un turbine, ho fatto davvero tanto e ora mi merito di chiudere degnamente. Un po' di tempo per me, qualche pensiero, una piccola sosta nel blog... se non fosse per quei piedini e quel fruscio, accompagnato da leggeri schiocchi col ciuccio, che il mio piccolo produce mentre di soppiatto mi viene a spiare. Di dormire non se ne parla. Lo metto a letto con qualche minaccia, ma poi sgattaiola per venire da me. Mi guarda arricciando il nasino, con gli occhi vispi e sorridenti, curioso di vedere la mamma al "copputer". Dopo l'ennesima e imperativa "cacciata", non riesco a non tenermelo un po' vicino, accoccolato. Lo rimetterò nel suo letto e mi tratterrò un po' per farlo addormentare... e poi si sa che mi addormenterò anch'io, arrotolata come uno scoiattolo, mi risveglierò indolenzita nel cuore della notte e magari non riuscirò più a riprender sonno... per una degna chiusura di giornata e un energico inizio di settimana.