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venerdì 5 settembre 2014

Settimana verde

La effe e l'allegra famiglia hanno la fortuna di trascorrere la settimana prima dell'inizio della scuola in montagna. E' un appuntamento fisso che li porta alla scoperta di posti nuovi, paesaggi diversi da quelli consueti e sapori che preparano all'inverno. 
Venendo dal sud, in genere, lasciano sandali e magliettine per mettere scarpe chiuse e pile, cosa che all'inizio li disorienta un po'. La valigia de la effe (tragicamente anche quella dei nini) di solito contiene troppi capi estivi, perchè la sua mente non riesce a immaginare che altrove possa fare più freddo.  Il marito è più bravo e meno freddoloso!
Quest'anno, invece, è già preparata all'idea dato che è una settimana che piove e ci sono temperature a tratti autunnali. Ha detto addio a vestini e canotte (sperando che non sia definitivo!) e ha ripreso pantaloni e camicie. I sandali no, non se li toglie, neanche se c'è il diluvio, finché non le si congelano le dita. 
La valigia allora dovrebbe venirle meglio, salvo che la fretta la faccia venir "storta". Eh già, perché mentre per le vacanze estive aveva preparato minuziose liste, per questa partenza deve ancora fare tutto, è in uno stato di trance e nella testa ha un foglio bianco, diciamo che così rischia di farla all'impronta.
La settimana appena trascorsa l'ha dedicata alla ripresa sul lavoro (leggi anche ordine e pulizia), allo smaltimento dei bucati e alla spunta delle liste per settembre, scritte prima di partire. 
Ha fatto il "tagliandino" dei nini dalla pediatra, ha sistemato un po' di faccende, ha fatto una seduta di restyling dal parrucchiere e ha cominciato il percorso di decluttering che si era ripromessa di intraprendere (il progetto non lo ha ancora scritto ma ha riempito e smaltito un bel bustone di vecchi abiti).
E così, per non stressarsi troppo con l'idea di dover rifare i bagagli dopo appena sette giorni, non ci ha pensato fino ad ora, fino al momento di doverli davvero preparare.
E allora, effe, che aspetti? Con calma, con calma, perché tra i buoni propositi c'è anche quello di vivere a un ritmo meno incalzante e con meno stress.
Nella settimana verde farà belle passeggiate immersa nella natura, vedrà nuovi posti, mangerà cose buone e si rilasserà, nella speranza che i Nini non si azzuffino durante tutto il viaggio... il molto lungo viaggio.

lunedì 1 settembre 2014

Impreparata

Tornata dalle vacanze estive, la effe ha trascorso il pomeriggio a sistemare tutto, ha avviato la lunga serie di bucati e si è concessa delle pause blog, vista la lunga quasi-astinenza. 
A sera, però, si è resa conto di non aver pensato affatto all'indomani, al fatidico lunedì di ripresa del lavoro e della vita normale. Oltre al rapido restauro (mani, piedi, scrub) fatto prima di rientrare, per il resto è un disastro! Ha i capelli indecenti, che se non va al parrucchiere è spacciata, non sa cosa mettersi, ha le liste delle cose da fare sparse nelle varie borse, e, quel che è peggio, non ha preparato la borsa e la cartella del lavoro. Passi quell'aria dolcemente selvatica e l'aspetto un po' shabby molto naturale, ma il caos organizzativo no, non è un buon inizio.
Il fatto è che vuole prendersela con calma perché l'estate le lascia sempre questa seraficità, la voglia di andare piano e non farsi troppi problemi.
E allora si farà una rapida doccia, capelli legati, metterà qualcosa di comodo e non eccessivamente stropicciato, scarpe basse e, per non dimenticare niente di importante, si porterà le 2-3 borse che contengono tutto quello che le serve. Farà ordine con calma.
Indosserà il suo miglior sorriso e si tufferà nel vortice della quotidianità.
 

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.

sabato 26 luglio 2014

5 giorni da brivido

La vita de la effe, ogni tanto, assomiglia al "bruco mela", un mini rollercoaster per bambinetti, in voga quando era piccola e che le faceva venire i capelli dritti e la faccia verde, altre volte sembra la ruota panoramica, altre ancora la gita in barca a remi sul lago.
Gli ultimi cinque giorni sono stati così, un giro sulle montagne russe, che ancora la nausea non le è passata.

domenica 11 maggio 2014

Cambio radicale?

Sabato mattina, salone del parrucchiere. 
Ho deciso di concedermi una sessione completa: taglio e colore. Il problema è: taglio classico e colore naturale o cambio radicale? Il solito dilemma prima del grande evento. Già! Vado al parrucchiere una volta l'anno, se pure, con i capelli che sembrano cicorie lesse e le ciocche bianche che neanche le mèches, roba da far inorridire anche un tosatore di pecore, figuriamoci il grande Tony, hair stylist cui sono stata introdotta da un'amica. "Ti saprà consigliare! E' bravissimo, ci vado da una vita". E' proprio quello di cui ho bisogno, qualcuno cui affidarmi, in grado di interpretare la natura del capello, le esigenze e lo spirito di chi "lo porta" e coniugarli alle tendenze del momento, che non guasta.