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lunedì 29 agosto 2016

Il blog riapre...

... ma io resto qui.
Non sono pronta. 
Il blog riapre e io non sono pronta.
Lo sapevo che sarebbe andata così?
Sì. Le probabilità erano elevate.
Perché l'ho fatto?
Qualche rischio lo si dovrà pur correre, ogni tanto.

Dialogo interiore (ma neanche tanto) di lunedì 29 agosto 2016

venerdì 18 settembre 2015

Partenze, ritorni e inizi: settembre

Siamo già a metà settembre e la effe prova a uscire dallo schok dei primi giorni di questa settimana per fare un mezzo punto, così, tanto per non perdere il filo, anche con se stessa.
Tornata dalle vacanze estive, la prima settimana è andata bene, sotto l'influsso positivo dell'entusiasmo che #glinizidisettembre regalano, racchiusi e condivisi in un bel progetto fotografico su Instagram, nato dalla mente creativa de @linventoredimostri e ricco di spunti e contributi (cercate le foto de la effe). 
Ha focalizzato giorno per giorno i propositi per il nuovo anno (che comincia a settembre, se ancora non dovesse essere chiaro, e per un sacco di persone) e con positività si è approcciata ad affrontare lavoro, organizzazione domestica e familiare, preparativi per la scuola, per l'imminente viaggio, varie ed eventuali.
La settimana trascorsa fuori è stata bella, tempo buono, tanta natura e luoghi splendidi da scoprire. 
I giorni in montagna sono stati caratterizzati dalle avventure con i Nini, escursioni, giri in cabinovia e seggiovia, ma anche dal lavoro, dalle notti insonni, dall'ansia e dalla stanchezza (poteva mancare la consegna urgente e improrogabile?).
Poi sono andati a Genova, per visitare l'Acquario e per un incontro speciale, di cui la effe racconterà in un post dedicato. Sono stati accolti da una città piena di fascino e di vita, compressa tra le colline e il mare, multiculturale e multietnica, che li ha conquistati.
Passeggiare per i vicoli, curiosare nei negozi, guardare il mare e le barche nel Porto Antico. La visita al mitico Acquario è stata interessante e stimolante, i Nini erano rapiti e nei loro occhi si poteva vedere lo stupore e la felicità. 
Poi, però la Nina s'è beccata una brutta gastroenterite che l'ha debilitata e abbattuta, che per fortuna s'è risolta dopo qualche giorno... ma intanto sono rientrati a casa...

domenica 30 agosto 2015

Il rientro: 10 buoni motivi...

... per apprezzare il momento del ritorno dalle vacanze più uno.
Ritornare a casa dalle vacanze estive, quando non ne hai molta voglia, quando ti lasci alle spalle una serata tiepida e dolce, dall'aria tersa, col cielo che si colora d'arancio e un'enorme luna piena che ti rischiara la strada, può riservare degli aspetti piacevoli, magari piccoli e banali, ma sempre piacevoli.
La effe ci ha pensato stamattina e le è venuto spontaneo abbandonarcisi un po', prima di tuffarsi ufficialmente nel nuovo anno che comincia, nell'euforia della programmazione, negli impegni, nel lavoro, nei buoni propositi di settembre, nella compilazione di liste e nell'evasione di quelle già preventivamente redatte. E sì, perché la effe ormai, a fine luglio, compila una lista con le cose da fare i primi giorni di settembre, così non si ritrova già indietro quando è appena cominciato l'anno (perché si sa, l'anno comincia a settembre!).
E allora via con l'elenco, in rigoroso ordine sparso, senza troppi giri di parole...

martedì 24 marzo 2015

A casa

Alla effe piace partire, scoprire il mondo, conoscere posti nuovi e innamorarsene, andare in giro in città grandi e belle, guardare ogni angolo con gli occhi della meraviglia. 
Alla effe piace ascoltare lingue sconosciute e musicali, prendere metro e tram, vivere la vita di altri popoli, assaggiare cibi nuovi e osservare le persone, i loro gesti, gli abiti, le consuetudini.
Alla effe piace anche tornare a casa, portarsi i ricordi, le sensazioni, qualche immagine e tanti pensieri. Già, perché torna sempre con tanti pensieri. 
I viaggi sono occasioni di scoperta, non solo di posti nuovi ma anche di sé.

martedì 23 dicembre 2014

Ri-eccomi!

La effe è tornata, un bel po' ammaccata, con l'umore malconcio e l'autostima messa a dura prova.
E' tornata scassata, arrabbiata, delusa, ferita, svogliata, demotivata, pigra, con lo spirito a terra e il mordente spuntato.
Ma è tornata e vuole rinascere, di nuovo.
Questa volta vuole farlo in grande stile, però.
Si sta preparando, si lecca le ferite, prende tempo, pensa, si riposa, aspetta e immagina. Immagina le nuove strade da percorrere, quello che le piacerebbe fare, come trovare il modo per dare voce alla nuova effe che vorrebbe rinascesse dalla vecchia.
La effe pensa, a ciò che vorrebbe tenere e a quello che deve lasciare andare.
La effe esplora la sua anima e si riscopre forte e fragile allo stesso tempo, con la consapevolezza di aver fatto un lungo percorso in questi anni e di essere cresciuta, nonostante non se lo riconosca spesso, con la certezza di dover camminare ancora tanto e una gran voglia di farlo, anche se ora si sente stanca e senza energia.
La effe progetta, disegna il sentiero da seguire per raggiungere il suo obiettivo.
La effe scrive, fa i biscotti e spera.

domenica 31 agosto 2014

Back home

Siamo tornati a casa, pronti a cominciare un nuovo anno, dopo questa lunga estate. 
Ieri abbiamo trascorso una bella mattinata al mare, un pomeriggio rilassante e una piacevole serata con grigliata di carne. Oggi abbiamo sbaraccato e pulito la casa del cuore, ricomposto i bagagli (con tante tante cose da lavare!) e siamo approdati qui, a casa. Ci ha accolto nel migliore dei modi, era pulita e ordinata (con l'aiuto essenziale della Regina madre), pronta per la matta famiglia, caotica e ingombrante. Quasi quasi la preferisco quando non ci siamo noi, sembra avere un altro respiro. 
E qui scattano i buoni propositi, ne ho già una lunga lista. 
Primo tra tutti quello di essere ordinati (tutti, non soltanto io) e di cercare di essere più essenziali. Alleggerirsi del superfluo è un obiettivo da perseguire con determinazione e io mi impegnerò. Magari con un bel progetto, da seguire passo a passo. Resta il punto che devo trovare il tempo e la concentrazione necessari per predisporlo...
Non demordo, devo ancora cominciare!
Domani si riprende il lavoro e una vita scandita da un ritmo più frenetico. La cosa non mi entusiasma e sono seriamente intenzionata a cercare di cambiare, non so ancora come, dato che ci sono delle necessità oggettive e una situazione che di per sé implica una dose notevole di stress. Ma anche questo è un buon proposito per cui vale la pena di fare qualche sforzo in più.
Me lo dico da sola: bentornata!

P.S. Evviva! Post numero 100.

mercoledì 27 agosto 2014

Parlare, parlare, parlare

Dopo essere tornata dal viaggio, nella casa del cuore per continuare ancora un po' le vacanze, dopo aver fatto un congruo numero di bucati ed essersi ritemprata, con placide giornate al mare, cullata da una routine vacanziera rilassante, la effe è andata per un giorno in città, per un rapido sopralluogo al lavoro e per sbrigare qualche commissione, riportare a casa qualche bagaglio inutile e cose così.
Lì, finalmente sola, si è riappropriata del suo tempo e del suo ritmo, prendendosela comoda, molto comoda.
Ha conquistato una connessione internet e si è tuffata nel suo blog, ha scritto, letto, risposto, pubblicato.
E' andata al lavoro, pensando di esserne contenta, invece le è venuta la nausea ma non è fuggita, ha deciso di prendersela comoda anche lì. Ha fatto quello che doveva e ha avuto l'occasione di incontrare altri esseri umani, uno scambio di saluti, una domanda e lì ha cominciato a parlare, raccontare, sfogarsi e ancora parlare, che non la smetteva più.
Tornata a casa, prima di ripartire e ricongiungersi con l'amato nucleo familiare, ha incontrato la Regina madre e anche con lei ha cominciato a parlare, parlare, parlare, tanto che è rientrata alle 8 di sera. E pensare che la mattina era uscita dicendo, convinta, "Torno presto".
Scrivere l'appaga ma parlare, a volte, ancora di più.

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.