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Di quello che la pioggia porta con sé. |
Oggi piove, una pioggerella fitta fitta, che io chiamo inglese, perché qui da noi, a sud, è una rarità, perché in giornate così non capisci se sei in primavera, in autunno o in nord Europa.
Ti viene una crisi d'identità geografico-astronomica, eppure, capisci tante altre cose.
Oggi piove, ma è uno di quei giorni in cui la pioggia porta con sé un'atmosfera
calma e irreale, che può regalare illuminazioni ed epifanie, se hai il
cuore aperto e la mente sgombra per accoglierle, oppure mega-scivoloni, se vai di fretta e hai la testa per aria.
Bene, le cose sono andate così.
Ero in macchina, sotto il tiglio (che non è l'albero nella foto), in attesa di cominciare l'ennesima giornata di lavoro senza entusiasmo. Stavo leggendo sul cellulare alcuni post delle blogger che scrivono sul serio (e bene) e mi sono chiesta Perché non scrivi più? Perché scrivere non è più naturale? Eppure ti manca, ne senti il bisogno. Perché, allora, non scrivi più?
E altre domande così, o meglio, sempre la stessa, riformulata con sfumature diverse.
E poi ho capito. A chi stavo facendo la domanda? A me o a la effe? A me, che vivo la mia vita così come viene, me ne sono fatta una ragione e vorrei raccontarla com'è, anche se non sempre è facile, o a quella che guardo vivere, di cui scrivo in terza persona, come se fosse la vita di un'altra, la effe appunto, cercando di renderla più accattivante o di distaccarmene?
Se ti sembrano elucubrazioni da svitata, non hai tutti i torti, ma vengo al dunque, così poi mi dici che cosa ne pensi.
Ultimamente, mi sono spesso bloccata davanti alla tastiera o con una penna in mano, perché non sapevo bene cosa scrivere, quale vita raccontare e, soprattutto, in che modo.
Oggi, ho finalmente trovato una spiegazione alle sensazioni di questi mesi, al mio non scrivere, pur avendone bisogno. Mi sono guardata dentro e ho visto lo scollamento tra me e quello che scrivo o vorrei scrivere, non mi sono più riconosciuta nello stile, la terza persona l'ho sentita lontana, appunto.
La effe chi è?
Senza arrivare a fare un'esegesi dei post negli anni, posso dire che i cambiamenti "stilistici" e le scelte fatte hanno sempre assecondato un bisogno interiore, più o meno consapevole, facendomi sentire coerente. Da un po' non è più così, ho smarrito la strada. Per questo non mi sono più sentita a mio agio in questo spazio, tanto da pensare spesso di chiuderlo e di "licenziare" la effe.
Il senso di vuoto che mi ha preso al solo pensiero, però, è stato così intenso, che non ne ho fatto nulla e sono rimasta in attesa di capire che direzione prendere.
La pioggia di oggi mi ha portato una risposta, la effe sono io, scriverò ancora, parlerò al cuore delle donne, ma prima di tutto al mio.
E da qui riparto.
Ho scritto troppo, lo so, ma volevo raccontarlo anche te.
Ultimamente, mi sono spesso bloccata davanti alla tastiera o con una penna in mano, perché non sapevo bene cosa scrivere, quale vita raccontare e, soprattutto, in che modo.
Oggi, ho finalmente trovato una spiegazione alle sensazioni di questi mesi, al mio non scrivere, pur avendone bisogno. Mi sono guardata dentro e ho visto lo scollamento tra me e quello che scrivo o vorrei scrivere, non mi sono più riconosciuta nello stile, la terza persona l'ho sentita lontana, appunto.
La effe chi è?
Senza arrivare a fare un'esegesi dei post negli anni, posso dire che i cambiamenti "stilistici" e le scelte fatte hanno sempre assecondato un bisogno interiore, più o meno consapevole, facendomi sentire coerente. Da un po' non è più così, ho smarrito la strada. Per questo non mi sono più sentita a mio agio in questo spazio, tanto da pensare spesso di chiuderlo e di "licenziare" la effe.
Il senso di vuoto che mi ha preso al solo pensiero, però, è stato così intenso, che non ne ho fatto nulla e sono rimasta in attesa di capire che direzione prendere.
La pioggia di oggi mi ha portato una risposta, la effe sono io, scriverò ancora, parlerò al cuore delle donne, ma prima di tutto al mio.
E da qui riparto.
Ho scritto troppo, lo so, ma volevo raccontarlo anche te.
pensieri profondi anzi molto molto profondi che fanno riflettere anche me, spunti da cui partire per prendere una nuova strada e non avere più paura del cambiamento, grazie
RispondiEliminaFa paura cambiare, lo so, e spesso ci vuole tanto per rendersi conto che è l'unica strada possibile. Ma la vita è un eterno fluire e noi cambiamo ogni giorno, certo ci sono volte che sembrano salti, forse più perché non lo abbiamo capito prima che stava accadendo qualche mutamento in noi.
EliminaCoraggio, non avere troppa paura.
Un abbraccio e grazie a te
la effe
Amica mia, non puoi licenziarti!
RispondiEliminaIl tuo blog è un atto di generosità verso te stessa e verso i tuoi lettori.
Devi sapere che quando ho bisogno di introspezione, poesia, colore e bella scrittura, io ti vengo a cercare. La tua bellezza è anche nei tuoi tormenti interiori, nelle tue ricerche continue, in questi momenti di ripensamento.
Ti abbraccio forte forte.
Ketty
Grazie Ketty, sei un tesoro, le tue parole sono importanti per me, in questo momento. Mi dicono che faccio bene a continuare e, anche se la strada a volte è incerta, un passo dopo l'altro farò il cammino di cui ho bisogno, insieme a chi viene qui, mi legge, mi supporta e ha fiducia in me.
EliminaTi abbraccio anch'io
la effe
Le crisi d'identità geografico-astronomiche sono utili ;)
RispondiEliminaMia cara Francesca, sai cosa ti dico? Che sono in attesa. Di te, della tua voce, dei tuoi racconti.
Ti abbraccio fortissimo
Che bella sei, Norma.
EliminaGrazie, ci sarò e racconterò...
baci baci
Francesca la effe
Che tu scriva poco e ti dilunghi un po di più ... arrivi sempre ... mi comunichi emozioni, delusioni, ricerca, bellezza ... qualsiasi cosa tu decida è sempre ben fatto, accurato, pieno di effe ...
RispondiEliminaFelicità, Franchezza, Fantasia, Fervore...Francesca ...
buona giornata
Giusi, grazie di cuore per le tue parole e per il tuo leggermi tra le righe. Il mio desiderio è di comunicare la mia autenticità, fatta spesso di contraddizioni, dubbi e tentennamenti.
EliminaTi abbraccio e sono felice di averti qui.
Francesca la effe
Non c'è niente di male nel scegliere ogni giorno quale Effe vuoi essere anzi, accogli in un abbraccio tutte le tue sfaccettature, tutte le tue voci, significa solo che sei ricca. E per noi sarà un dono leggerti e rispecchiarci ogni volta in un mare diverso. Non vorrai mica essere uno stagno??? :-)
RispondiEliminaTi abbraccio mia omonima!
Da questa prospettiva non l'avevo considerata. Grazie Francesca per il tuo prezioso punto di vista, una vera svolta. La fluidità non è una mia prerogativa, al massimo sono mutevole (al limite del lunatico), ma ho difficoltà ad accettarlo io stessa e mi immobilizzo.
EliminaVorrei essere più morbida, anche nelle scelte, che hanno sempre per me il sapore dell'assoluto, anche se so benissimo che così non può essere.
Ti abbraccio anch'io
Francesca la effe
Ciao effe, concordo inn pieno con Le parole verranno e con Giusi perchè in modo diverso hanno detto la stessa cosa.
EliminaLa tua ricchezza interiore ce la offri su questa pagina di blog coi pensieri, le idee le foto i dubbi che assalgono te come ogni altro essere umano. Coglierli e analizzarli tanto da comprenderne il significato però non è da tutti!
Bacio stella
Sei sempre così cara e profonda, un supporto prezioso.
EliminaDa sempre sono alla ricerca di ciò che fa muovere la vita e di capire il perché. Stavolta ho bisogno di avvicinarmi a me stessa, mentre prima mi sfuggivo. Contraddittoria sempre.
Grazie di cuore
baci
Francesca la effe
Da buona vecchia gemelli di contraddizioni ne so parecchio :) :)
EliminaLunatiche e assolutiste, ma quante cose abbiamo in comune?!
EliminaCi dobbiamo proprio conoscere ;-)
EliminaIo penso che siamo quello che siamo in ogni ciclo della vita. A volte siamo più pronte a volte meno.
RispondiEliminaMai arrendersi però. Esattamente ciò che stai facendo. Sarai quello che vorrai. Anche qui a tu per tu con la Effe.
Un abbraccio.
Mai arrendersi, ma saper lasciare andare quello che deve andare. Facile non è, l'importante e provarci.
EliminaGrazie di cuore e un abbraccio
Francesca la effe
Lo smarrimento non sempre è una brutta cosa, a volte ti porta a esplorare territori nuovi, ricchi di scoperte. Lo smarrimento, il cambiamento, fanno parte della vita, che tu la descriva in prima o in terza persona. Perché la scrittura è un po' artigianato e il fatto che ci sia una spruzzata di artificio non la rende meno vera.
RispondiEliminaPerdersi per ritrovarsi...
EliminaFrancesca la effe
Ciao effe, c'è una cosa per te QUI
RispondiEliminaBacio
Premio meritatissimo.
RispondiEliminaNon ti conoscevo , ma mi son rifatta guidata da Patricia Moll
Cristiana
Grazie Cristiana, benvenuta nel Blog.
EliminaA presto
Francesca la effe
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RispondiEliminaSai quante volte mi è capitata Effe cara questa cosa? Questo scoramento che combatte con la voglia di mollare tutto o di scrivere ancora di più. Poi mi nascondo nella musica , mi placo un attimo, ci butto dentro me stessa e per poco tempo ritorno felice.
RispondiEliminaE' il non ritrovarmi che mi logora e la pioggia mi fa perdere ancora di più..
Serena serata e un grande bacio!
È un continuo fluire e rimestare, un tormento intermittente, è la vita.
EliminaUn abbraccio
Francesca la effe
Come la fenice rinasci dalle ceneri ogni volta...sei proprio tu anche se credi di perderti e ritrovarti per poi perderti ancora.
RispondiEliminaSei adorabilmente fragile nella tua forza immensa
Sei un tesoro. Oggi sono ancor più smarrita... ma poi passa, spero.
EliminaBaci
Francesca