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sabato 20 giugno 2015

Le ricette del cuore

Qualche giorno fa mi è venuta una nuova idea, inaspettata, di quelle che mi vengono mentre cucino, una sorta di folgorazione. E' bastato un profumo, un ricordo e la voglia di scriverci su qualcosa è stata immediata.
E così ho pensato di farci una piccola rubrica: le ricette del cuore... e dell'anima, aggiungerei.
Sulla scia dei profumi e dei sapori che evocano momenti della vita, soprattutto dell'infanzia, che riportano alle persone care, che racchiudono ricordi speciali, attimi preziosi.
Non me ne vogliano le vere foodblogger, non penso nemmeno lontanamente di competere con loro, non me ne vogliano i lettori, perché non ci saranno vere ricette, con la lista precisa degli ingredienti, le quantità, i tempi, né le foto. Sarà soltanto un viaggio sensoriale nelle preparazioni a cui sono più affezionata, a cui sono legati i ricordi di una vita.
Tutto è nato dagli spaghetti al tonno...

lunedì 25 maggio 2015

Voglio essere

Le conversazioni tra la effe e Nino, in macchina, tornando a casa, sono serissime e surreali allo stesso tempo.
Oggi, guardando il cielo dal finestrino... 
"Mamma, la luna quando va troppo su non si vede più... le nuvole la coprono"
"Uhmmm" 
"Ma perché non si vedono le stelle?
"Perché non è ancora buio"
"Mamma, voglio andare con un'astronave spaziale nello spazio per vedere la luna e le stelle" 
"Allora devi studiare per diventare astronauta, così puoi andare nello spazio"
"Ma io ho già studiato"
"Per andare nello spazio devi fare l'astronauta"
"E poi io non voglio essere astronauta... voglio essere Pippi Calzelunghe, uno di Frozen, il Gatto con gli stivali..."
"E chi vuoi essere di Frozen?"
"Frozen*"

Ha le idee chiare, lui.

*Sinonimo di Elsa, la regina del regno di ghiaccio.

lunedì 30 marzo 2015

Una storia nella storia

Perché quando si torna da un viaggio, a volte, non si riesce a raccontare del viaggio, ma si parla di tutt'altro. 
Perché il viaggio che ti ha segnato di più è stato quello interiore.
Perché quello che ti ha lasciato è più importante di quello che hai da raccontare.
Così si sente la effe. Vorrebbe raccontare del viaggio a Stoccolma, ma non ci riesce, e non perché non ci sia niente da dire, ma perché l'effetto scaturito dai giorni trascorsi fuori, in libertà, in un contesto nuovo, è stato quello di sbloccare la vena creativa, di farle ritornare la voglia di scrivere, ma soprattutto di dare spazio alle idee accumulate sul quaderno del blog, di dar loro una forma e liberarle, ché a lasciarle lì fanno soltanto zavorra.
E così, con il desiderio di essere sé stessa e non darsi troppi paletti, la effe scrive quello che le viene più immediato, più spontaneo... il resto le sembra come quei temi orrendi che al liceo non faceva mai perché non sapeva che cosa scrivere.
Si sta giustificando? No, sta spiegando, ma è a sé che parla... mica voi siete lì col registro, no?!?   

giovedì 12 febbraio 2015

Se lo scrivo lo faccio

Tra le tante idee che frullano nella testa de la effe, una in particolare ha preso forma in questi ultimi giorni: una piccola rubrica sui libri che legge. Non recensioni, ma il racconto delle assonanze con la sua vita, delle riflessioni scaturite dalla lettura, delle emozioni che le risuonano dentro, seguendo un ideale filo conduttore.
La lettura per la effe è un tango vorticoso e appassionato, a cui abbandonarsi senza resistenza. 
E' come la pesca subacquea in apnea: un respiro profondo, un'immersione totale e totalizzante in un universo parallelo, in una storia ogni volta differente, sospesa tra le pagine e fatta di parole fluttuanti, potenti, magiche, evocative. E poi su, per riprendere fiato, e di nuovo giù, in profondità.
Non sa cosa verrà fuori, non sa come sarà, ma lo ha scritto e lo farà.

sabato 31 gennaio 2015

Modalità liceale ribelle

Come quando la prof. d'Italiano al liceo assegnava dei temi improbabili che lei non svolgeva, perché non sapeva cosa scrivere, presentandosi il giorno dopo candida e impreparata, anche oggi, che dovrebbe essere dotata della capacità di affrontare compiti non in linea con le sue propensioni, la effe è andata in palla per un lavoro da consegnare lunedì, che non le piace e per cui non ha idee. 
Deve inventare e scrivere qualcosa di sensato e pertinente su un tema che le dice ben poco, che non ha ideato lei e per cui ha scarso interesse, se non il fatto che è un lavoro (per cui verrà anche pagata) e che quindi è proprio il caso di fare.
Non può arrivare lunedì e dire, come al liceo, non sapevo cosa scrivere e non l'ho fatto e dovrà spremersi e ingegnarsi per uscirne in maniera dignitosa.
Diciamo che è una di quelle cose che a farle a comando e in poco tempo non ci riesce proprio. 
Ci sta girando intorno da stamattina, cercando ispirazione e forza di volontà, sta arrivando al momento in cui la paura potrebbe fare da motore oppure bloccarla del tutto, scende giù in picchiata e sta per schiantarsi... 

lunedì 5 gennaio 2015

365 beauty around me



Un incontro speciale, l'augurio di 365 giorni pieni di bellezza, da cercare ovunque, un progetto fotografico da iniziare, l'ispirazione, la voglia di mettersi in gioco, insieme.
Nasce così, con l'amica simo_angel, che ha fatto della fotografia un'autentica passione, sostenuta dallo studio e dalla sperimentazione continua, il photoproject beauty around me, per scoprire, interpretare e fotografare 365 giorni di bellezza.
Uno scatto al giorno, per un anno, quando la bellezza ci sorprende, quando la troviamo, dentro e intorno a noi, ma anche uno scatto ogni tanto, perché sia una ricerca libera e piena di leggerezza.
Il diario di questa esperienza sarà nel blog di Simonetta, a cadenza settimanale, sul mio (non so ancora come) e sul profilo Instagram suo e mio. 

Per fare questo viaggio insieme a noi e condividere la vostra visione della bellezza, sarà sufficiente segnalarlo scrivendoci e, su Instagram, usare l'hashtag #365beautyaroundme2015 con la data dello scatto (#365beautyaroundme2015_5January). 

Che il viaggio abbia inizio... per noi che amiamo gli inizi, ma che cominciamo a provare gusto nel percorrere la strada che ci porta alla conquista dell'obiettivo, nella fatica della costanza, nell'ebbrezza dell'impegno. Un esercizio per la mente, un mantra per l'anima, la bellezza di arrivare sino in fondo, sin dove sarà necessario andare.

The noteworthy things project / settimana 29 dicembre 2014 - 4 gennaio 2015: a cavallo

Settimana tra il vecchio e il nuovo anno
Questa è la settimana a cavallo tra l'anno che finisce, un po' bello e un po' brutto, e quello nuovo, in cui tuffarsi con entusiasmo e circospezione insieme, con energia e timore.
E' un periodo dell'anno in cui fare nuovi progetti e magari chiuderne qualcuno vecchio, in cui decidere cosa portarsi ancora dietro dell'anno passato e cosa invece lasciare andare. E' un momento in cui riflettere su quello che si vuole fare, su dove si vuole andare e anche su quale strada prendere.
Questa è l'ultima settimana del The noteworthy things project che comparirà sul blog. Non si chiude, ma verrà continuato soltanto sulla carta, come un viaggio personale, magari con qualche variazione e integrazione.

sabato 3 gennaio 2015

Anno nuovo...

... vita nuova?
E' quello che spero!
Ma più che immaginare chissà quali stravolgimenti esterni, la grande sfida sarà quella di lavorare dall'interno (che è quello che tento di fare da anni). La parola chiave è cambiamento, di prospettiva, di atteggiamento, di lenti (in senso figurato, ché gli occhiali che ho vanno ancora bene!), di stile di vita e chissà di quante altre cose...
Cosa è diverso rispetto al passato?
La progettualità del cambiamento. Sarò più metodica e determinata in tutto, anche per quanto riguarda la sfera personale. Fisserò degli obiettivi, definirò il percorso e lo seguirò, registrando a tappe i successi, le difficoltà e tutto il resto.
Per ora devo raccogliere le energie e le idee, organizzarmi e cominciare a sgombrare la mente per intraprendere nuovi percorsi. Perché il cambiamento investirà tutti gli ambiti, per dare nuovo impulso ai vari aspetti della mia vita che ne hanno bisogno (diciamo tutti?).
Anche il blog aspetta più energia, più idee. Il periodo negativo che ho attraversato, dal quale devo ancora riprendermi completamente, mi ha allontanato dalla scrittura, cosa che mi è dispiaciuta molto. 
Insomma, è tempo di ricominciare!

martedì 25 marzo 2014

Albero che va...

...albero che viene. Ieri, finalmente, è stato tolto l'albero di Natale che, inopportuno e stonato, un po' penzolante, continuava a campeggiare nella stanza, con le sue decorazioni raccolte negli anni in mercatini e negozietti, con la sua aria un po' triste, ormai oggetto soltanto di discussioni familiari del tipo:
Marito: "Togli l'albero! Altrimenti lo faccio io!"
Effe: "No! Che poi metti tutto in disordine! Lo faccio io appena posso!"
E così, in un momento libero, la effe è riuscita a disfare il povero albero di Natale, mettendo in maniera maniacale tutte le decorazioni nelle scatole giuste e avvolte dalle stesse carte, con dovizia e precisione. Poi, però, la seccatura di dover togliere le luci, smontare il bell'abete in plastica, di riporlo nello stanzino intasato, e così via, le ha fatto balenare un'idea fantastica: "E se facessi l'albero di Pasqua?" Già, come l'anno scorso che è rimasto così fino a Natale. In gran segreto (alias senza l'approvazione del Marito), le palline, i babbi natale, le renne e le campanelle hanno lasciato il posto a ovetti, pulcini, coniglietti e colombelle.
Mi sa che quest'anno la effe farà anche l'albero dell'estate e dell'autunno. Albero che va ... albero che viene.

P.S.
La effe detesta "disfare" in generale, anche le valigie o svuotare la lavapiatti ... preferisce "fare"... e si vede.