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venerdì 18 settembre 2015

Partenze, ritorni e inizi: settembre

Siamo già a metà settembre e la effe prova a uscire dallo schok dei primi giorni di questa settimana per fare un mezzo punto, così, tanto per non perdere il filo, anche con se stessa.
Tornata dalle vacanze estive, la prima settimana è andata bene, sotto l'influsso positivo dell'entusiasmo che #glinizidisettembre regalano, racchiusi e condivisi in un bel progetto fotografico su Instagram, nato dalla mente creativa de @linventoredimostri e ricco di spunti e contributi (cercate le foto de la effe). 
Ha focalizzato giorno per giorno i propositi per il nuovo anno (che comincia a settembre, se ancora non dovesse essere chiaro, e per un sacco di persone) e con positività si è approcciata ad affrontare lavoro, organizzazione domestica e familiare, preparativi per la scuola, per l'imminente viaggio, varie ed eventuali.
La settimana trascorsa fuori è stata bella, tempo buono, tanta natura e luoghi splendidi da scoprire. 
I giorni in montagna sono stati caratterizzati dalle avventure con i Nini, escursioni, giri in cabinovia e seggiovia, ma anche dal lavoro, dalle notti insonni, dall'ansia e dalla stanchezza (poteva mancare la consegna urgente e improrogabile?).
Poi sono andati a Genova, per visitare l'Acquario e per un incontro speciale, di cui la effe racconterà in un post dedicato. Sono stati accolti da una città piena di fascino e di vita, compressa tra le colline e il mare, multiculturale e multietnica, che li ha conquistati.
Passeggiare per i vicoli, curiosare nei negozi, guardare il mare e le barche nel Porto Antico. La visita al mitico Acquario è stata interessante e stimolante, i Nini erano rapiti e nei loro occhi si poteva vedere lo stupore e la felicità. 
Poi, però la Nina s'è beccata una brutta gastroenterite che l'ha debilitata e abbattuta, che per fortuna s'è risolta dopo qualche giorno... ma intanto sono rientrati a casa...

martedì 21 ottobre 2014

Ottimismo

In questi giorni, il Marito è fuori per lavoro e la effe è sola con i cuccioli, il lavoro, il ménage familiare, i prendi-lascia-prendi, una lista di cose da fare (che non sa come gestire), le lezioni e l'organizzazione del corso, l'idea di una nuova impresa, la voglia di scrivere, la consapevolezza di non poter pretendere troppo e la desiderio di farcela chiedendo il meno possibile, non per spirito di eroismo o masochismo, ma per una sorta di sfida, per mettersi alla prova e vedere se ci riesce.
Ne ha bisogno per potersi dire Hai visto che ci riesci?, perché ci riuscirà.
Ne ha bisogno per alimentare una vena di ottimismo che da un po' le pulsa dentro, che la sostiene e che le fa affrontare l'incertezza sul futuro, la precarietà, gli impegni che si accumulano e le difficoltà che ogni giorno incontra sul suo sentiero.
Poco importa se la casa è un bazar più del solito, i letti sono sfatti, se deve uscire presto e mandare i nini a letto super-presto e tirarli giù al mattino, tra lamenti e strepiti, se fa la trottola, se non fa tante delle cose che vorrebbe e si concentra su quelle imprescindibili o si regala qualche maratona notturna di TV abbinata a cicli di lavatrice-asciugatrice.
Poco importa se è un po' più stanca e tirata del solito, ma cucina e prepara verdure, pizza e qualche cosina da portarsi al lavoro per non mangiare sempre il solito panino.
Insomma, la effe ogni tanto cerca di tirare fuori il meglio di sé, soprattutto quando è sotto pressione, ed è senz'altro un utile esercizio.