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mercoledì 1 febbraio 2017

365 giorni di sole #1: gennaio di luce e di attese


La sfida del quotidiano incanto - (agenda 365 giorni di sole, gennaio visto da Francesca Quatraro)

Il primo mese del progetto 365 giorni di sole è trascorso, 31 giorni di gennaio pieni di sorprese e di imprevisti, di mattine di sole e di pioggia, di ricerche e di epifanie. 
Cominciare la giornata con un sorriso ai primi raggi di sole, nella luce dorata dei mattini tersi, è facile o essere invasa dall'allegria, quando ti risvegli sotto una coltre bianca di neve. 
La sfida è accendere di colore il grigio dell'inverno, è dare valore all'attesa, mentre aspetti che ritorni il sereno, è accogliere la pausa come un'occasione per assecondare il tuo ritmo interiore e ritrovare le energie.
Coltivare ogni giorno la speranza, come un fragile bocciolo, prenderti cura del tuo tempo, ascoltare quello che il silenzio dell'inverno racconta, lasciarti cullare dal suono della pioggia, trovare la luce che brilla dentro di te, questa è la sfida.
Aprirsi e respirare, guardare con occhi nuovi, cambiare prospettiva, accogliere le ombre ed esplorare la luce, accarezzare le ferite e andare avanti, in un equilibrio liquido.

Ecco una selezione dei miei scatti di gennaio che puoi trovare su Instagram. 
Se vuoi condividere i tuoi sorrisi, i pensieri e le foto del tuo buongiorno, utilizza gli hashtag #365giornidisole e #buongiornodelmattino, ci incontriamo a colazione.

lunedì 5 settembre 2016

Di un'estate nel blu, di radici e cicatrici

Nel blu...

2 settembre 2016 - ore 15.00

Mentre scrivo, è una settimana che sono rientrata dal viaggio in Croazia e che ho pian piano ripreso la vita di ogni giorno, gli abiti urbani, il lavoro, la casa, le varie commissioni da sbrigare, l'organizzazione del ritorno a scuola dei Nini, il blog, varie ed eventuali.
I ricordi si sono un po' sbiaditi e impastati, quel tanto che basta a far emergere soltanto le cose belle, senza la fatica, le difficoltà e le incomprensioni, quel tanto che serve a dare risalto a ciò che veramente ha senso, valore, peso, a quello che desidero portare con me.
Sto per fare le valigie per un nuovo viaggio, ma non riesco a partire se prima non ho dato voce ai pensieri raccolti durante le vacanze, come sassolini sulla battigia, piccoli, sparsi e preziosi.
Non riesco a scrivere, se prima non ho preparato, messo tutto a posto, trovato la "pace del fare".
Non riesco a fare niente, se prima non ho preso un po' di tempo per me.
Resto sospesa, ancora un po'...

2 settembre 2016 - ore 19.30

I bagagli sono quasi pronti, la casa è più o meno in ordine e io raccolgo le parole sparse, un po' qui e un po' lì.

lunedì 1 agosto 2016

La vacanza... secondo me

Guardando il cielo attraverso le foglie.

La vacanza, quella vera, per me è avere tempo.
Lento e pieno di vuoti.

giovedì 13 agosto 2015

Scoprire che...

... se fai una deviazione dal percorso prestabilito, ti si apre un mondo magico e meraviglioso, fatto di piccole cose da assaporare, che ti fanno brillare gli occhi come un bambino e sorridere incantato, come un turista a New York (o dove altro piace a voi).

venerdì 21 novembre 2014

Divagazioni sul tempo...

Il tempo che non basta mai, il tempo tiranno, l'agenda affollata di impegni che ogni tanto fanno a pugni, scadenze una sull'altra, cose da fare rimandate e ammonticchiate come panni da stirare.
Il tempo usato per programmare tutto, quello sperperato a dirsi non ho tempo o a pensare a tutto quello che c'è da fare.
Tempus fugit, e tu ti ritrovi col fiato corto, la sensazione di annaspare, il terrore di non farcela... e poi, un giorno, nel traffico maledetto del mattino, pensi all'improvviso: ho quasi quarant'anni!
E ti chiedi: ma quanto tempo ho perso? Cosa voglio fare che ancora non trovo il tempo di fare? Cosa posso smettere di fare che non mi piace e mi fa vivere male? Ma è proprio necessario vivere a un ritmo così frenetico?

mercoledì 5 novembre 2014

La palude

Sono stati giorni duri per la effe. Su e giù dalle montagne russe della vita e dell'animo. Si è trascinata, sempre in bilico, spesso sull'orlo o dentro una crisi di nervi, affaticata, poco motivata, ma lo stesso piena di cose da fare. Alcune le ha trascurate, altre le ha messe da parte per tempi migliori, ha ridotto al minimo, allo stretto indispensabile.
Non che non ci siano stati anche momenti belli, dei "piccoli soli di felicità", sarebbe ingiusto non prenderli in considerazione. 
Purtroppo, sono stati oscurati o appannati da tutto il resto.
L'effetto di questi strapazzi è una sensazione di impantanamento, di stasi, una diffusa difficoltà a riprendere un ritmo normale, a ritrovare una più costante disposizione d'animo positiva e, soprattutto, a riattivare la motivazione, la voglia di fare. Sì, quel motore meraviglioso che ci fa compiere le piccole imprese quotidiane e le grandi maratone. 
La effe sta, piano piano, risalendo dalla palude in cui è sprofondata. Ha davanti a sé tanti impegni, progetti, prospettive per il futuro e, invece di tuffarsi con entusiasmo, sta lì a guardarli mentre si avvicinano, con la sensazione che arriveranno come un'onda e che lei non sarà pronta con la tavola da surf per cavalcarla.
E' arrivato il momento di recitare il mantra "posso farcela, ce la farò" e di darsi da fare.