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sabato 7 febbraio 2015

Così ti accorgi...

La casa, trascurata da qualche giorno, sembra un campo di cocomeri alla fine dell'estate, il cesto del bucato straripa, il frigorifero langue e le tante cose rimandate fanno a pugni sull'agenda e nella testa. 
Intanto, non puoi che lasciar correre, ci sono scadenze al lavoro così ravvicinate che devi fare lo straordinario pomeridiano e pure la levataccia. 
Certo, non si può continuare così e allora ti rimbocchi le maniche, ti organizzi un po' meglio e cerchi di dare un senso al caos che ti circonda.
Così ti accorgi che basta qualche piccolo gesto, un po' di attenzione e di impegno perché le cose vadano meglio.
Così ti accorgi che anche tu puoi farcela a non far sembrare la casa un suq, il bagno un diurno dei giardini pubblici e la cucina un campo abbandonato.
E tiri avanti un'altra settimana, sperando che la prossima sia meglio... ma già sai che sarà così almeno fino alla fine di aprile. Perché tutto deve essere fatto entro aprile, come se non esistesse niente dopo se non la fine del mondo... altro che Maya.

lunedì 1 settembre 2014

Impreparata

Tornata dalle vacanze estive, la effe ha trascorso il pomeriggio a sistemare tutto, ha avviato la lunga serie di bucati e si è concessa delle pause blog, vista la lunga quasi-astinenza. 
A sera, però, si è resa conto di non aver pensato affatto all'indomani, al fatidico lunedì di ripresa del lavoro e della vita normale. Oltre al rapido restauro (mani, piedi, scrub) fatto prima di rientrare, per il resto è un disastro! Ha i capelli indecenti, che se non va al parrucchiere è spacciata, non sa cosa mettersi, ha le liste delle cose da fare sparse nelle varie borse, e, quel che è peggio, non ha preparato la borsa e la cartella del lavoro. Passi quell'aria dolcemente selvatica e l'aspetto un po' shabby molto naturale, ma il caos organizzativo no, non è un buon inizio.
Il fatto è che vuole prendersela con calma perché l'estate le lascia sempre questa seraficità, la voglia di andare piano e non farsi troppi problemi.
E allora si farà una rapida doccia, capelli legati, metterà qualcosa di comodo e non eccessivamente stropicciato, scarpe basse e, per non dimenticare niente di importante, si porterà le 2-3 borse che contengono tutto quello che le serve. Farà ordine con calma.
Indosserà il suo miglior sorriso e si tufferà nel vortice della quotidianità.
 

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.

venerdì 1 agosto 2014

meno 1

Manca un giorno e si parte!
Finalmente le vacanze. La tanto agognata pausa estiva sta per cominciare. Ormai il bisogno di staccare è forte, i bimbi reclamano le nostre attenzioni e anche noi grandi vogliamo stare con loro in una dimensione diversa, più rilassata.

martedì 3 giugno 2014

Una tranquilla giornata a casa

A casa della effe, una giornata trascorsa a casa può prendere una piega inaspettata e trasformarsi in una baraonda nel giro di un istante.
La necessità di occuparsi di un po' di faccende domestiche, di rimettere ordine dopo 3 mesi di muratori, di prendersi cura di piante e giardino, ha fatto sì che rimanessero tutti a casa durante il lungo fine settimana, appena trascorso. 
In realtà, soltanto il lunedì è stato dedicato alle attività casalinghe ed è stato pure troppo...

martedì 11 marzo 2014

Casa dolce casa

Quando il pomeriggio torno a casa presto (prima del solito) è una magia. Accade davvero di rado ma è un'oasi di pace nel caos della mia vita. Potersi godere un po' di tranquillità, un po' di silenzio, concedersi il tempo per una tazza di the, stare stesi sul divano per almeno mezz'ora, mentre il piccolo dorme e la Nina fa i compiti, guardare il giardino dalla finestra, ricaricare le batterie prima di lanciarsi nuovamente nel fiume delle cose da fare. 
Per quelle c'è l'imbarazzo della scelta: l'ordinario prevede cucina, bucato, stirare e mettere un po' in ordine mentre lo straordinario potrebbe annoverare cose del tipo togliere l'albero di Natale, sgombrare lo stanzino intasato, "alleggerire" gli armadi pieni di vestiti del liceo oppure razionalizzare le librerie.
Il tempo passa, la pigrizia mi avvolge e il divano mi cattura, i buoni propositi si affievoliscono e la loro realizzazione si allontana, trasportata dalla dolcezza dell'ozio.
Finirà come sempre, con la cena preparata all'ultimo momento, la lavatrice notturna e il caos che la fa da padrone. L'albero di Natale resterà per un'altra settimana, lo stanzino è lontano dagli occhi, gli armadi finiranno per contenere capi vintage e le librerie aspetteranno... per ora mi godo questo insolito pomeriggio domestico e contemplo incredula la pace della mia casa dolce casa.

venerdì 28 febbraio 2014

Siamo sicuri?

No, dico, siamo proprio sicuri di voler vivere una vita frenetica, sempre di corsa, inseguendo il tempo e gli impegni, senza respirare, senza pause, al ritmo incessante dettato dal mito/necessità del multitasking?
Le giornate trascorrono intense e a tratti caotiche ma spesso si arriva a sera con la sensazione di aver girato come trottole senza aver fatto chissà che, di essere andati sbattendo da un capo all'altro della città, come la pallina di un flipper. Questa settimana:

lunedì, martedì e mercoledì sono ritornata a casa alle 19 dopo aver lavorato, raccolto, lasciato, lavorato di nuovo, sbrigato faccende e raccolto i Nini con un rocambolesco vai e vieni nel traffico cittadino in tutte le fasce orarie da bollino rosso. Poi compiti fino a tardi, intermezzo cena, addormentamenti vari e puntatina di lavoro al computer. Mercoledì sono anche uscita a cena con le amiche, e quindi ho effettuato, per decenza e rispetto, una piccola opera di restauro in 15 minuti scarsi;

giovedì sveglia di buon'ora ma non abbastanza, il Marito già in viaggio per lavoro, preparativi per tutti... ritardo super e quindi niente doccia, niente trucco, i primi vestiti presi e messi. Al lavoro fino oltre le tre, ora in cui avrei dovuto essere già a prendere Nino all'asilo, poi Nina a scuola e accompagnarla a ginnastica per le 15.45, cercando intanto, di far addormentare il piccoletto nel tragitto in macchina. Digiuna, sono corsa a raccogliere la prole, ho raggiunto la palestra, lasciato Nina ma Nino ancora non dormiva. E ci credo! "Mamma ho fatto la cacca!". Ormai, porto nella mia "borsetta" (che a Mary Poppins le faccio un baffo) pannetti, salviette e ogni genere di strumento di pronto intervento, così, in mezzo alla strada, ho effettuato il cambiopanno. Alle 16.00 passate ho fatto un giretto in macchina per far appisolare Nino e ho trangugiato ai semafori rossi il tanto agognato pasto (panino salame, primosale e rucola). Gira e rigira, è arrivata l'ora di tornare a casa, fare i compiti, preparare la cena e rigovernarnare il caos estremo, per poi crollare miseramente sul divano;

oggi sarà un'altra bella giornata piena... domani comincia il weekend, il calendario è già fitto e non so ancora se riuscirò a trovare il tempo per rifiatare e ricaricare le batterie per affrontare la prossima settimana. Sicuramente no... la sveglia suonerà lunedì e a me sembrerà di aver vissuto un'unica lunga giornata cominciata ormai diversi anni fa.