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mercoledì 15 luglio 2015

Il palo

Qualche giorno fa, la effe tornava da una dura giornata di lavoro, sotto il sole, a prendersi cura di un giardino "strappando" erbacce, con la schiena curva e il sudore che gronda, le mani nella terra e la polvere in faccia.
Era con due colleghe, erano stanche, un po' rotte, ma felici e soddisfatte del lavoro fatto.
La macchina, non guidava lei, andava un po' allegra, la strada in discesa nascondeva l'insidia di una curva e della sabbia sulla carreggiata ha reso la frenata vana...

sabato 17 gennaio 2015

Avresti potuto, ma...

Fermarsi un momento a pensare, quando l'onda è passata, quando la giornata sta dolcemente volgendo al termine, e fare un bilancio di come l'hai vissuta, di quello che ti ha regalato. 
Avrebbe potuto essere orrenda, sarebbe potuto andare storto qualcosa. Magari saresti potuta arrivare in ritardo all'esame e fare brutta figura con gli studenti, il Nino avrebbe potuto fare una scenata steso a terra in mezzo alla strada e tu lì, a fissarlo annichilita, combattuta tra impulsi contrastanti che a dirli c'è da stare male. 
Avresti potuto ignorare che è il giorno del tuo compleanno e fuggire il contatto umano, nascondendoti dietro un finto malessere, nella tua pelliccia da orso scontroso o nel vestito da istrice pungente.
Invece di una splendida torta al cioccolato, avresti potuto sfornare un mattone di paglia e fango e vederti costretta a correre in pasticceria a comprare un triste tortino e pagarlo a peso d'oro.
La pizza rustica sarebbe potuta essere poco cotta sotto, senza sale e bruciata sopra.
In fin dei conti, anche se hai compiuto 37 anni e ti fa senso perché dentro di te sei ferma a 35, anche se hai passato 2 ore a fare il cane cattivo per non far copiare gli studenti, pensando a quando c'eri tu dall'altra parte, tuo figlio è sulla via di ammalarsi e ti è stato addosso come un mitile tutto il tempo, la splendida torta ha fatto un volo a terra e si è ammaccata, non hai spento le candeline e quindi non hai espresso il desiderio, i familiari con cui hai scelto di trascorrere la serata non hanno fatto altro che battibeccare, anche se ti sei fatta una dose di paturnie non indifferente, puoi dire che la giornata appena trascorsa è stata bella, piena d'amore, affetto, amicizia, pensieri, fiori e regali.

lunedì 22 dicembre 2014

The noteworthy things project / settimana 15 - 21 dicembre: non c'è pace!

Esausta ma viva... con i marshmellow nel letto.
Quando pensi che il peggio sia passato, può capitare di avere una sberla in piena faccia dalla vita, di quelle che ti fanno rimettere in discussione quello che sei, quello che fai e le motivazioni profonde che ti spingono. 
Una tramvata, gratuita, che ti fa stare male, rimuginare, arrabbiare e che ti costringe a prendere decisioni importanti.
Una batosta che ti toglie la pace e che mette in risalto il peggio che potresti diventare.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere... se sopravvivi.

venerdì 22 agosto 2014

Fuori onda

Come nella vita di tutti i giorni, a volte anche di più, durante le vacanze estive, in mezzo al bello e al divertente, capitano quei momenti che vorresti cancellare, ci sono quelle situazioni in cui vorresti non trovarti, da cui scappare. Ma non puoi, ci devi stare e aspettare soltanto che passi, perché più ti opponi e peggio è (almeno nella vita della effe). Ci sono anche cose che semplicemente vanno storte e ti mettono di cattivo umore.
Ecco, tutti insieme, momentacci, seccature e note stonate, i fuori onda della vacanza Grecia 2014.

  1. Discutere, litigare, non essere d’accordo, battibeccare, dirsi cosacce, dappertutto, in mezzo al mare o sul bordo del precipizio, in casa o in macchina, e non potersi allontanare a smaltire.
  2. Perdere di vista il marmocchio per 2 secondi sul traghetto e non trovarlo per alcuni terribili minuti. Cercarlo, correndo disperatamente, fino a riacciufarlo, felice e contento, nel garage. Essere morta un po’ in quei terribili minuti.
  3. Non riuscire a gestire i figli, non sapere cosa fare, non trovare le risorse per risolvere i momenti difficili con loro.
  4. Le liti, le urla, i capricci, gli scherzi, le mazzate tra fratelli, che vorresti non averli portati con te.
  5. Immaginare di lasciarli nel bosco, su un’isola, in montagna, a una stazione di servizio e scappare.
  6. Non riuscire a stare “sempre insieme, sempre insieme” e avere voglia di fuggire.
  7. Provare vergogna per questi sentimenti.
  8. L’umidità che ti penetra nelle ossa, il colpo della strega latente, l’indolenzimento che ti fanno ricordare che non sei più giovane.
  9. Comprare un paio di scarpette da mare e scoprire, troppo tardi, di avere due piedi uguali.
  10. Andare in montagna pensando di trovare un po’ di fresco e imbattersi in quasi 40 gradi.
  11. Non sapersi rilassare pienamente, non saper sempre apprezzare il bello che la vita ti regala.
  12. Le cacche, terribilissime, in posti assurdi, che si sparpagliano ovunque.

sabato 26 luglio 2014

5 giorni da brivido

La vita de la effe, ogni tanto, assomiglia al "bruco mela", un mini rollercoaster per bambinetti, in voga quando era piccola e che le faceva venire i capelli dritti e la faccia verde, altre volte sembra la ruota panoramica, altre ancora la gita in barca a remi sul lago.
Gli ultimi cinque giorni sono stati così, un giro sulle montagne russe, che ancora la nausea non le è passata.

sabato 22 febbraio 2014

Provaci ancora effe

Ci sono persone che hanno notevole dimestichezza con la tecnologia, che sono a proprio agio con i dispositivi tecnologici, che cambiano smartphone e computer spesso, che sono sempre connessi e che riescono a gestire una vita reale, magari anche due, molteplici profili, alias, avatar e altrettanti cellulari.
La effe ha, invece, un rapporto un po' conflittuale col mondo della tecnologia, non tanto con quella basic degli elettrodomestici, per la quale anzi è abbastanza portata, ma piuttosto con quella elettronica di cellulari, computer e affini. Le piace parecchio, trova molto belli i diversi dispositivi, soprattutto quelli dal design moderno ed essenziale, ma allo stesso tempo è piuttosto imbranata e sfigata.
Le cose sono andate lisce finché si è trattato di walkman (e ne ha posseduto uno rosso, originale Sony, eredità del nonno), lettori CD portatili e cellulari modello base. Il primo telefonino la effe lo ha comprato a vent'anni suonati, dopo lunghi pensamenti e consultazioni, contro il parere della madre, alla bellezza di 375 mila lire, quando decise di non voler essere tagliata fuori dal mondo dato che studiava in biblioteca dalla mattina fino alle 8 di sera. Lo ha usato per anni, fino a quando non ha tirato le cuoia, per poi passare, nel tempo, ad altri modelli semplici e sicuramente più economici (ora possiede un cellulare basic -no foto, no internet, no coffee- che nonostante le cadute quotidiane continua a fare il proprio dovere). L'unica parentesi smart della effe è stata quando il Marito le ha regalato per Natale un Blakberry, che però non era particolarmente compatibile con la sua compagnia telefonica ed è stato sotto utilizzato, al massimo per qualche filmato, foto e messaggi vocali (anche perché non è una tipa social ed ever connected). Comunque la parentesi si è interrotta perché lo smartphone, messo a riposo per problemi al carica batterie, è stato rubato in un furto estivo insieme al lettore Mp3, con tutte le canzoni del cuore, al computer fisso, alla stampante e ad altri dispositivi elettronici della famiglia.
I drammi grossi, comunque, sono arrivati poi.