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sabato 14 marzo 2015

mercoledì 21 gennaio 2015

Tonf!

La effe ha ceduto, capitolato a una forma blanda (lo dice lei) di influenza che le fa sentire le ossa rotte e l'ha ridotta a uno straccetto moccioloso e tossicchioso. Ha cercato di resistere, lottando con i denti, ma alla fine è stata colpita e abbattuta: tonf!
In casa, c'è da dire, sono tutti più o meno malatini. Lei sperava di farcela e di passare il turno...
Vabbé, che sarà mai... ma a casa non ci può proprio rimanere. E così, con l'aiuto di San Paracetamolo, Miss Vitamina C e Mister Fluifor, spera di risvegliarsi domattina risanata e pronta a una nuova e interminabile giornata. 
E sottolineo spera...
Notte notte

sabato 17 gennaio 2015

Avresti potuto, ma...

Fermarsi un momento a pensare, quando l'onda è passata, quando la giornata sta dolcemente volgendo al termine, e fare un bilancio di come l'hai vissuta, di quello che ti ha regalato. 
Avrebbe potuto essere orrenda, sarebbe potuto andare storto qualcosa. Magari saresti potuta arrivare in ritardo all'esame e fare brutta figura con gli studenti, il Nino avrebbe potuto fare una scenata steso a terra in mezzo alla strada e tu lì, a fissarlo annichilita, combattuta tra impulsi contrastanti che a dirli c'è da stare male. 
Avresti potuto ignorare che è il giorno del tuo compleanno e fuggire il contatto umano, nascondendoti dietro un finto malessere, nella tua pelliccia da orso scontroso o nel vestito da istrice pungente.
Invece di una splendida torta al cioccolato, avresti potuto sfornare un mattone di paglia e fango e vederti costretta a correre in pasticceria a comprare un triste tortino e pagarlo a peso d'oro.
La pizza rustica sarebbe potuta essere poco cotta sotto, senza sale e bruciata sopra.
In fin dei conti, anche se hai compiuto 37 anni e ti fa senso perché dentro di te sei ferma a 35, anche se hai passato 2 ore a fare il cane cattivo per non far copiare gli studenti, pensando a quando c'eri tu dall'altra parte, tuo figlio è sulla via di ammalarsi e ti è stato addosso come un mitile tutto il tempo, la splendida torta ha fatto un volo a terra e si è ammaccata, non hai spento le candeline e quindi non hai espresso il desiderio, i familiari con cui hai scelto di trascorrere la serata non hanno fatto altro che battibeccare, anche se ti sei fatta una dose di paturnie non indifferente, puoi dire che la giornata appena trascorsa è stata bella, piena d'amore, affetto, amicizia, pensieri, fiori e regali.

domenica 14 dicembre 2014

The noteworthy things project / settimana 8 - 14 dicembre: chi vivrà vedrà

Scrivere sul blog bevendo il té in una Prettymadmug
E un'altra settimana è volata, alla ricerca di un equilibrio tra quello che è dentro e quello che è fuori. Tra la voce dell'anima, che chiama ed esige di essere ascoltata, e la vita che scorre all'esterno, che vuole essere vissuta.
Una settimana in cui vivere la vita di ogni giorno e cercare una nuova dimensione, una settimana in cui riscoprire il piacere dei gesti consueti e la passione per le nuove attività. Volersi bene, sopportarsi con affetto.

domenica 9 febbraio 2014

Pausa

L'interruzione del flusso di pensieri e di post è dovuta a un periodo in cui la vita sta avendo un effetto "risucchio", che non permette la riflessione, la concentrazione, l'introspezione e non concede il tempo minimo per scrivere qualcosa di sensato, figuriamoci di significativo! Il lavoro ti ingloba, tempo e mente, la famiglia richiede la tua presenza, in maniera forte e insistente, e tu sei tirata da mille braccia, non ultima quella che ti viene da dentro, che ti ricorda che avresti bisogno di fermarti e prendere tempo per te. 
Ci sono dei momenti in cui, nonostante il richiamo interiore sia prepotente, è più importante stare "fuori" con chi deve studiare e andare in palestra, al cinema, a fare una passeggiata, con chi ha la febbre e ti dice "Mamma, sono canco, vieni vicino a me?", andare al lavoro a cercare di combinare qualcosa, andare avanti, fare il proprio dovere.
Ci sono momenti in cui tu e le tue esigenze dovete aspettare e va bene così, in cui sai che il tuo posto è altrove rispetto a dove vorresti essere ma, allo stesso tempo, sai che non vorresti essere che lì, con loro, con lui che, mentre scrivi questo post, è febbricitante tra le tue braccia e ti dice "Mamma prima finiamo il lavoro".