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venerdì 8 settembre 2017

365 giorni di sole #8: agosto e la pausa che ti meriti

Prendersi cura del tempo, dei ricordi, dell'anima. 

(agenda 365 giorni di sole, agosto disegnato da Francesca Quatraro)
Il mese di agosto è passato, è stato ricco, complesso, un periodo di scoperta e di viaggio, un lungo percorso per rigenerarsi e per guardare il mondo con occhi e cuore aperti e collegati.
Mi ha dato molto, anche fatica, paura, disagio e timore di mettermi alla prova.
Mi ha dato forza e speranza, voglia di lanciarmi in nuove avventure, di investire su di me e di rischiare.
Sì, di cadere, di scivolare, di sbagliare.
Ho cercato di vivere le vacanze assecondando un fluire più lento, di stare nel momento, di respirare la luce.
Ho fatto passeggiate nel vento, sono rimasta incantata davanti ad albe e tramonti, ho respirato la luce, mi sono persa nel blu, riempita di verde e di sole.
Ho costruito sogni, con questa rinnovata energia.
Ho ascoltato il battito della natura e mi sono presa cura del tempo, dei ricordi, delle mie radici, di quello a cui tengo.
Ho guardato i miei figli crescere e correre, nuotare e scoprire. Ci siamo tenuti per mano nel cammino insieme.
Ho coccolato la casa nel cuore, ho coltivato l'amicizia, i legami.
Ho viaggiato, guardato, scoperto, ho riso e pianto.
Ho vissuto.

lunedì 14 novembre 2016

Le ricette del cuore #5: la torta al cioccolato

Di quando la tristezza ti prende il cuore.
Ci sono giorni, e non sai perché, in cui il cuore è pesante e le gambe immobili. 
Ci sono giorni in cui la tristezza ti avvolge, senza una causa precisa, ed è un mantello dentro cui sparire.
E ci sono giorni in cui sai esattamente perché stai così e sai anche che devi tirarti fuori da sola, prima di diventare insopportabile, anche a te stessa.

lunedì 5 settembre 2016

Di un'estate nel blu, di radici e cicatrici

Nel blu...

2 settembre 2016 - ore 15.00

Mentre scrivo, è una settimana che sono rientrata dal viaggio in Croazia e che ho pian piano ripreso la vita di ogni giorno, gli abiti urbani, il lavoro, la casa, le varie commissioni da sbrigare, l'organizzazione del ritorno a scuola dei Nini, il blog, varie ed eventuali.
I ricordi si sono un po' sbiaditi e impastati, quel tanto che basta a far emergere soltanto le cose belle, senza la fatica, le difficoltà e le incomprensioni, quel tanto che serve a dare risalto a ciò che veramente ha senso, valore, peso, a quello che desidero portare con me.
Sto per fare le valigie per un nuovo viaggio, ma non riesco a partire se prima non ho dato voce ai pensieri raccolti durante le vacanze, come sassolini sulla battigia, piccoli, sparsi e preziosi.
Non riesco a scrivere, se prima non ho preparato, messo tutto a posto, trovato la "pace del fare".
Non riesco a fare niente, se prima non ho preso un po' di tempo per me.
Resto sospesa, ancora un po'...

2 settembre 2016 - ore 19.30

I bagagli sono quasi pronti, la casa è più o meno in ordine e io raccolgo le parole sparse, un po' qui e un po' lì.

mercoledì 20 luglio 2016

Al mare

Di bambini, retini...
Una vita piena di mare
lenta lenta
veloce veloce

Andare al mare con i bambini è così, una routine serrata e intensa, da un lato, e tempi dilatati e lenti, dall'altro.

mercoledì 8 giugno 2016

La voce del padre

Conosco la voce del vento, ma non la tua.

Non conosco la voce del padre
Il tono dello scherzo e quello del rimprovero
Non conosco il peso del silenzio 
Non so cosa voglia dire sentire il suo sguardo

Non conosco la voce del padre
Sento soltanto il sapore della sua mancanza.

domenica 30 agosto 2015

Il rientro: 10 buoni motivi...

... per apprezzare il momento del ritorno dalle vacanze più uno.
Ritornare a casa dalle vacanze estive, quando non ne hai molta voglia, quando ti lasci alle spalle una serata tiepida e dolce, dall'aria tersa, col cielo che si colora d'arancio e un'enorme luna piena che ti rischiara la strada, può riservare degli aspetti piacevoli, magari piccoli e banali, ma sempre piacevoli.
La effe ci ha pensato stamattina e le è venuto spontaneo abbandonarcisi un po', prima di tuffarsi ufficialmente nel nuovo anno che comincia, nell'euforia della programmazione, negli impegni, nel lavoro, nei buoni propositi di settembre, nella compilazione di liste e nell'evasione di quelle già preventivamente redatte. E sì, perché la effe ormai, a fine luglio, compila una lista con le cose da fare i primi giorni di settembre, così non si ritrova già indietro quando è appena cominciato l'anno (perché si sa, l'anno comincia a settembre!).
E allora via con l'elenco, in rigoroso ordine sparso, senza troppi giri di parole...

lunedì 3 agosto 2015

Le ricette del cuore #3: pane e pomodoro

Pane e pomodoro è un piatto che la salva, le sere d'estate, quando la effe non ha voglia di cucinare, a pranzo, quando torna affamata dal lavoro e vuole sbrigarsi, a casa, al mare, in campagna...
... insomma è buono, pratico e piace a tutti.
Si può declinare in tanti modi diversi, semplice con origano, profumato al basilico, con rucola, con le melanzane arrostite, ci si può aggiungere la cipolla rossa o il peperone, ma la effe ha la sua personale versione, messa a punto da bambina e amata ancora oggi.
E' un viaggio nel tempo, ogni volta, a oltre trent'anni fa, quando aveva il permesso di mangiare pane e pomodoro guardando i cartoni animati delle 20.00 invece del TG, magari i Puffi, magari Georgie...
Se La Ma lo facesse perché non aveva voglia di cucinare o perché non c'era niente di che da mangiare, come accade a lei oggi con i Nini, la effe non se l'è mai chiesto. Le bastava quel regalo, quella trasgressione, l'eccezionalità del momento e poi la possibilità di prepararsi il pane e pomodoro fatto così: pane casereccio abbrustolito, ma anche panino, "pomodori appesi" aperti in due e ben schiacciati sul pane, sale, olio, origano, capperi e fettine di parmigiano. 
Ecco, una felicità essenziale.  
Anche adesso, se per cena c'è pane e pomodoro, è una festa, non un ripiego.

E tu? Hai una ricetta del cuore?

martedì 28 luglio 2015

Le ricette del cuore #2: il caffellatte

Per fare latte e caffè non ci vuole una ricetta, eppure non sono tutti uguali... poco latte, tanto latte, caldo o freddo, biscotti, cornetto, brioche... insomma ognuno lo fa come vuole.
La effe non lo avrebbe preso in considerazione tra le ricette del cuore, non lo beve neanche più tra l'altro, se una mattina d'estate...

venerdì 26 giugno 2015

Le ricette del cuore #1: spaghetti al tonno

Ecco la prima ricetta della nuova rubrica, nata nella mente de la effe una sera, alle prese coi fornelli per la cena, evocata da un profumo magico e presentata in un piccolo post qualche giorno fa. 

C'è una ricetta cui la effe è profondamente legata, quella che le ricorda gesti semplici e precisi, mani anziane e segnate dal tempo e dal lavoro, mani che per lei sono state piene di affetto, vecchie pentole di alluminio deformate, una casa con i centrini sotto i vasi e un odore indimenticabile nei cassetti.
E' la ricetta degli spaghetti al tonno di nonno Giovannino. 
Una preparazione fatta con sacralità, nelle fasi e nella scelta degli ingredienti, pochi e insostituibili, semplici e forse in apparenza poveri.
Una ricetta che non concede variazioni sul tema, neanche se la si sta preparando nella savana della Namibia, sotto un'acacia a ombrello, su un fornellino da campo.
Una ricetta che evoca sicurezza e cura, amore e dedizione, che la effe riserva ai momenti in cui ha bisogno di coccolarsi e di sentirsi protetta.
E' il profumo del burro che abbraccia le cipolle a sembrare una carezza affettuosa, poi arrivano i capperi, piccoli e tondi, che danno brio col tocco d'aceto e, infine, il tonno, appena il tempo di scaldarsi e amalgamarsi al resto.
Gli spaghetti devono essere al dente e vanno fatti saltare col condimento e un po' d'acqua di cottura, perché non risulti secco, mentre il pepe nero, macinato al momento, regala un tocco esotico.
E così si può tuffare nei ricordi d'infanzia, ritrovare il sorriso misurato e gli occhi azzurri del nonno, la sua voce e i suoi racconti, una vita vissuta tra la guerra e le difficoltà, e una dolcezza un po' ruvida, tirata fuori soltanto per lei.
Questi profumi e questi sapori le regalano la certezza che, anche dopo una lunga giornata, c'è una sfera di serenità e sicurezza che riesce ad avvolgerla e a darle conforto.

sabato 20 giugno 2015

Le ricette del cuore

Qualche giorno fa mi è venuta una nuova idea, inaspettata, di quelle che mi vengono mentre cucino, una sorta di folgorazione. E' bastato un profumo, un ricordo e la voglia di scriverci su qualcosa è stata immediata.
E così ho pensato di farci una piccola rubrica: le ricette del cuore... e dell'anima, aggiungerei.
Sulla scia dei profumi e dei sapori che evocano momenti della vita, soprattutto dell'infanzia, che riportano alle persone care, che racchiudono ricordi speciali, attimi preziosi.
Non me ne vogliano le vere foodblogger, non penso nemmeno lontanamente di competere con loro, non me ne vogliano i lettori, perché non ci saranno vere ricette, con la lista precisa degli ingredienti, le quantità, i tempi, né le foto. Sarà soltanto un viaggio sensoriale nelle preparazioni a cui sono più affezionata, a cui sono legati i ricordi di una vita.
Tutto è nato dagli spaghetti al tonno...

sabato 6 giugno 2015

Questione di peli bis

I peli (quelli superflui), si sa, sono una grande ossessione per le donne, ma anche per alcuni uomini. Vengono combattuti con tutti i mezzi, fin da quando la tenera peluria infantile si trasforma in un vello scuro sulle gambe, e in certi casi anche sulle braccia, per non parlare dei cespuglietti sotto le ascelle, dei baffetti e di quei peli screanzati che fanno capolino dal costume. Ceretta, rasoio, pinzette, epilatori elettrici, sistemi di depilazione definitiva, riti magici, a ciascuno il suo rimedio. 
All'avvicinarsi dell'estate, poi, diventa essenziale prepararsi, metti il caso che c'è l'occasione di andare al mare o che ricevi un invito? Che si fa? Si declina con una scusa? Che poi tutti capiscono che non sei depilata, perché con 30 gradi all'ombra e un mare da favola ci sono poche scuse che reggono. 
La prima ceretta non si scorda più, le rasoiate date male in qualche caso hanno lasciato il segno, le corse all'ultimo minuto dall'estetista, dicendo che è questione di vita o di morte, e il ricorso al fai-da-te, con tragici risvolti, sono scolpiti nella memoria un po' di tutte...
Che poi ci sono le donne che ci pensano tutto l'anno, perché il pelo è brutto anche sotto i jeans oppure oddio non mi posso far vedere così al primo appuntamento oppure ancora mio marito non sopporta i peli  e quelle che, come la effe, se ne ricordano il giorno prima di andare al mare e durante l'estate, mentre per il resto dell'anno vivono una sorta di orgoglio peloso nonché di pigrizia estetica per cui tutto tempo buttato quello passato a lottare contro i peli.
Dopo esperienze varie e grande noia, la effe tempo fa si fece un regalo grandioso... il non pensarci più. Per una pigra e sciatta, cosa c'è di meglio che eliminare il problema alla radice? Depilazione definitiva. 
Mai investimento è stato migliore! Con sacrificio e impegno ha fatto le sedute e ha conseguito un ottimo risultato: può andare al mare la prima volta anche decidendolo cinque minuti prima di uscire di casa. Piuttosto non trova le ciabatte, ma problemi di peli superflui non ne ha più.
Ora, andare all'asilo di Nino, trovare la maestra che se la ridacchia e che le dice "Posso farle vedere un disegno?", vedere delle figure umanoidi con delle strane lineette tutto introno al corpo e apprendere che "Questa è mamma, questo è Nino, questo è papino e tutti i trattini sono i peli che mamma ha sulle gambe, mentre papà non li ha" che effetto può fare?
E la chiudiamo qui.

mercoledì 22 aprile 2015

Fotografie... una storia nella storia #2

Le fotografie non si stampano praticamente più, sono tutte conservate in archivi digitali o addirittura affidate a piattaforme virtuali. Cosa si perde? E' una riflessione nata leggendo un bel post di Giui Russo e che ancora risuona nella mente de la effe. 
Si perde tanto, per una tipa nostalgica e malinconica come lei. Il piacere di toccarle, di ordinarle, di metterle in un libro e lasciarle lì per poi ritrovarle dopo anni, il rumore della carta velina, tra una pagina e l'altra di quei grandi album dove sono racchiuse le storie delle famiglie, giorno dopo giorno, anno dopo anno.  
Mentre la effe cercava in una vecchia scatola una foto per il prompt a happy memory (challenge fotografico #aprillove2015 di Susannah Conway), si è persa nei ricordi ed è andata indietro nel tempo fino a 25 anni prima. Guardando le fotografie ha ripensato a cosa ci fosse dietro quei sorrisi, chi fosse in ciascuna di quelle immagini e soprattutto se fosse mai stata fotografata in un momento di reale felicità. E sì, perché a riguardare alcune foto col senno di poi, con la consapevolezza maturata nel tempo, c'è da dire che quei sorrisi, quelli più larghi, frutto di una felicità estemporanea e transitoria, nascondevano un malessere che poi si sarebbe intensificato nel tempo.
Alla fine i momenti più spensierati e gioiosi, nonostante i tormenti dell'età, sono stati proprio quelli dell'adolescenza, spensierati, vissuti con gli amici, il primo amore, i viaggi, le avventure. Però la fotografia non l'ha scelta tra quelle, l'ha pescata in un altro periodo importante, quando sentiva di avere tutta la sua vita nelle mani, quando piena di sogni e fiducia, dopo aver affrontato tante difficoltà, si apriva al suo futuro, un futuro che sarebbe stato raggiante, così lo immaginava, pieno d'amore e di conquiste. A 25 anni si sentiva così e quella convinzione traspare dallo sguardo aperto e sicuro della giovane donna che balla nella tiepida notte estiva, durante una festa di nozze.
Quello che sarebbe accaduto, la piega che avrebbe preso la sua esistenza non poteva immaginarlo. Non sapeva che ci sarebbe stato amore ma anche incertezza, che le cose non sarebbero andate tutte bene, ma che alcune sarebbero state stupende, che non avrebbe realizzato molti dei suoi desideri, ma che cose che non avrebbe mai pensato potessero accadere avrebbero fatto parte della sua vita. Aveva dei sogni che non si sono realizzati, ma anche altri che non credeva di poter sognare. Non sapeva che ci sarebbe stato ancora tanto sconforto, ma anche gioia e soddisfazione, non immaginava che diventare grande le sarebbe costato tanta fatica... ancora.
E mentre la effe, immersa nelle foto e nei ricordi, versava lacrime per gli amori finiti, le amicizie perdute, i fallimenti e per quella giovane donna fiduciosa, con lo sguardo fiero, che da qualche parte si nasconde nella donna che è diventata...

sabato 31 gennaio 2015

Modalità liceale ribelle

Come quando la prof. d'Italiano al liceo assegnava dei temi improbabili che lei non svolgeva, perché non sapeva cosa scrivere, presentandosi il giorno dopo candida e impreparata, anche oggi, che dovrebbe essere dotata della capacità di affrontare compiti non in linea con le sue propensioni, la effe è andata in palla per un lavoro da consegnare lunedì, che non le piace e per cui non ha idee. 
Deve inventare e scrivere qualcosa di sensato e pertinente su un tema che le dice ben poco, che non ha ideato lei e per cui ha scarso interesse, se non il fatto che è un lavoro (per cui verrà anche pagata) e che quindi è proprio il caso di fare.
Non può arrivare lunedì e dire, come al liceo, non sapevo cosa scrivere e non l'ho fatto e dovrà spremersi e ingegnarsi per uscirne in maniera dignitosa.
Diciamo che è una di quelle cose che a farle a comando e in poco tempo non ci riesce proprio. 
Ci sta girando intorno da stamattina, cercando ispirazione e forza di volontà, sta arrivando al momento in cui la paura potrebbe fare da motore oppure bloccarla del tutto, scende giù in picchiata e sta per schiantarsi... 

sabato 1 novembre 2014

November memories

Novembre
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile.
È l'estate, fredda, dei morti.
       Giovanni Pascoli

venerdì 3 ottobre 2014

L'amore in una tazza

Tazz'amore...

In un viaggio studio a Dublino, quasi vent'anni fa, una effe ragazza comprò quattro mug per il tè. Se ne era innamorata, l'avevano colpita, lì, sullo scaffale del supermercato.

domenica 7 settembre 2014

Caprettine crescono

La effe è arrivata sulle vette, ha scaricato il variopinto bagaglio e ha familiarizzato con il nuovo ambiente.
Albergo bello, accogliente, pieno di servizi e dotato di un buon ristorante. Camera confortevole e molto apprezzata di nini che hanno festeggiato l'arrivo con urla, grida e una mezza demolizione.
Stabilito che ci fosse una connessione Wifi anche in stanza, ha tirato un sospiro di sollievo e ha spedito l'esausto marito a prendere i codici di accesso. La vacanza può cominciare!

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.

sabato 19 luglio 2014

99 moments of pleasure 9

I caldi e oziosi pomeriggi estivi, nella fresca penombra della casa, con le cicale di sottofondo e un cucchiaio di nutella, sgraffignato dalla dispensa di nascosto da tutti (anche oggi come in gioventù).