domenica 31 agosto 2014

Back home

Siamo tornati a casa, pronti a cominciare un nuovo anno, dopo questa lunga estate. 
Ieri abbiamo trascorso una bella mattinata al mare, un pomeriggio rilassante e una piacevole serata con grigliata di carne. Oggi abbiamo sbaraccato e pulito la casa del cuore, ricomposto i bagagli (con tante tante cose da lavare!) e siamo approdati qui, a casa. Ci ha accolto nel migliore dei modi, era pulita e ordinata (con l'aiuto essenziale della Regina madre), pronta per la matta famiglia, caotica e ingombrante. Quasi quasi la preferisco quando non ci siamo noi, sembra avere un altro respiro. 
E qui scattano i buoni propositi, ne ho già una lunga lista. 
Primo tra tutti quello di essere ordinati (tutti, non soltanto io) e di cercare di essere più essenziali. Alleggerirsi del superfluo è un obiettivo da perseguire con determinazione e io mi impegnerò. Magari con un bel progetto, da seguire passo a passo. Resta il punto che devo trovare il tempo e la concentrazione necessari per predisporlo...
Non demordo, devo ancora cominciare!
Domani si riprende il lavoro e una vita scandita da un ritmo più frenetico. La cosa non mi entusiasma e sono seriamente intenzionata a cercare di cambiare, non so ancora come, dato che ci sono delle necessità oggettive e una situazione che di per sé implica una dose notevole di stress. Ma anche questo è un buon proposito per cui vale la pena di fare qualche sforzo in più.
Me lo dico da sola: bentornata!

P.S. Evviva! Post numero 100.

sabato 30 agosto 2014

mercoledì 27 agosto 2014

Parlare, parlare, parlare

Dopo essere tornata dal viaggio, nella casa del cuore per continuare ancora un po' le vacanze, dopo aver fatto un congruo numero di bucati ed essersi ritemprata, con placide giornate al mare, cullata da una routine vacanziera rilassante, la effe è andata per un giorno in città, per un rapido sopralluogo al lavoro e per sbrigare qualche commissione, riportare a casa qualche bagaglio inutile e cose così.
Lì, finalmente sola, si è riappropriata del suo tempo e del suo ritmo, prendendosela comoda, molto comoda.
Ha conquistato una connessione internet e si è tuffata nel suo blog, ha scritto, letto, risposto, pubblicato.
E' andata al lavoro, pensando di esserne contenta, invece le è venuta la nausea ma non è fuggita, ha deciso di prendersela comoda anche lì. Ha fatto quello che doveva e ha avuto l'occasione di incontrare altri esseri umani, uno scambio di saluti, una domanda e lì ha cominciato a parlare, raccontare, sfogarsi e ancora parlare, che non la smetteva più.
Tornata a casa, prima di ripartire e ricongiungersi con l'amato nucleo familiare, ha incontrato la Regina madre e anche con lei ha cominciato a parlare, parlare, parlare, tanto che è rientrata alle 8 di sera. E pensare che la mattina era uscita dicendo, convinta, "Torno presto".
Scrivere l'appaga ma parlare, a volte, ancora di più.

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.

Fuori onda

Come nella vita di tutti i giorni, a volte anche di più, durante le vacanze estive, in mezzo al bello e al divertente, capitano quei momenti che vorresti cancellare, ci sono quelle situazioni in cui vorresti non trovarti, da cui scappare. Ma non puoi, ci devi stare e aspettare soltanto che passi, perché più ti opponi e peggio è (almeno nella vita della effe). Ci sono anche cose che semplicemente vanno storte e ti mettono di cattivo umore.
Ecco, tutti insieme, momentacci, seccature e note stonate, i fuori onda della vacanza Grecia 2014.

  1. Discutere, litigare, non essere d’accordo, battibeccare, dirsi cosacce, dappertutto, in mezzo al mare o sul bordo del precipizio, in casa o in macchina, e non potersi allontanare a smaltire.
  2. Perdere di vista il marmocchio per 2 secondi sul traghetto e non trovarlo per alcuni terribili minuti. Cercarlo, correndo disperatamente, fino a riacciufarlo, felice e contento, nel garage. Essere morta un po’ in quei terribili minuti.
  3. Non riuscire a gestire i figli, non sapere cosa fare, non trovare le risorse per risolvere i momenti difficili con loro.
  4. Le liti, le urla, i capricci, gli scherzi, le mazzate tra fratelli, che vorresti non averli portati con te.
  5. Immaginare di lasciarli nel bosco, su un’isola, in montagna, a una stazione di servizio e scappare.
  6. Non riuscire a stare “sempre insieme, sempre insieme” e avere voglia di fuggire.
  7. Provare vergogna per questi sentimenti.
  8. L’umidità che ti penetra nelle ossa, il colpo della strega latente, l’indolenzimento che ti fanno ricordare che non sei più giovane.
  9. Comprare un paio di scarpette da mare e scoprire, troppo tardi, di avere due piedi uguali.
  10. Andare in montagna pensando di trovare un po’ di fresco e imbattersi in quasi 40 gradi.
  11. Non sapersi rilassare pienamente, non saper sempre apprezzare il bello che la vita ti regala.
  12. Le cacche, terribilissime, in posti assurdi, che si sparpagliano ovunque.

venerdì 15 agosto 2014

Pillole di un'estate greca 2

Ancora pensieri sparsi e impressioni, un distillato della nostra estate greca in formato all-exclusive. Il viaggio continua… estate è:
  1. Andare in giro tutto il giorno in infradito, che rimettersi le scarpe sarà un trauma.
  2. Prendere atto che le energie dei tuoi figli sono pressoché inesauribili mentre le tue batterie erano già scariche alla partenza e non si ricaricheranno mai. 
  3. I teli del mare intrisi di sale che non si asciugano più.
  4. Capire la scelta di una vacanza in un villaggio turistico col miniclub ma amare la vacanza itinerante, anche se è troppo faticosa.
  5. Vivere un tempo che sembra dilatato, ogni giorno vale doppio.
  6. Avvistare dei delfini.
  7. Avere un figlio stile naufrago sull'isola, in modalità dinosauro carnivoro, perfetto Gollum, nudo sul torrente, a caccia di pesci, in versione esploratore, tenero con due cagnolini "nella pancia" e determinato alla ricerca di insetti di tutti i tipi.
  8. Avere una figlia un po’ sirena, un po’ pittima, malinconica o allegrissima, silenziosa o logorroica, famelica e annoiata, immersa nella lettura o rapita dalla tv greca.
  9. Vivere senza tempo, fuori dal mondo, in una bolla.
  10. Sapere che il mondo sta scoppiando mentre tu sei in vacanza.
  11. Trascorrere una giornata in barca, anche se non ne avevi voglia, e dover ammettere di essere stata benissimo.
  12. Il calore dell’ospitalità greca.
  13. Mettersi in macchina “Mamma, voglio l’acqua”, sedersi al ristorante “Mamma, la cacca”, uscire di casa “Mamma, la pipì”, ovunque e sempre.
  14. Lasciare un posto da sogno in una giornata incantevole, felici di andare verso una nuova avventura.
  15. Rilassarsi e abituarsi alla vita “da vacanza” qualche giorno prima di tornare a casa.
  16. Avere un figlio che da grande farà il cattivo, avrà una scavatrice e una gru, farà il pizzerere, laverà i panni e si occuperà di cento altre attività interessanti.
  17. Avere una figlia che si innamora di tutte le casette in cui dorme e che si dispiace a doverle lasciare.
  18. La nostalgia dei bambini per la propria casa, per il cane Z. e per la gatta morta.
  19. Il bagaglio che giorno dopo giorno diventa sempre più informe e ingestibile.
  20. Dormire sempre troppo poco.
E poi, in ultimo, le belle sensazioni che la natura ci ha regalato:
il profumo degli alberi di fico scaldati dal sole, le montagne immense che ti sovrastano, i platani secolari, ricoperti di muschio, maestosi guardiani del tempo che scorre.

martedì 12 agosto 2014

99 moments of pleasure 13

Perdere lo sguardo nella natura aspra e selvaggia ed essere assorbito dal suo respiro profondo.

venerdì 8 agosto 2014

venerdì 1 agosto 2014

meno 1

Manca un giorno e si parte!
Finalmente le vacanze. La tanto agognata pausa estiva sta per cominciare. Ormai il bisogno di staccare è forte, i bimbi reclamano le nostre attenzioni e anche noi grandi vogliamo stare con loro in una dimensione diversa, più rilassata.