martedì 26 agosto 2014

venerdì 22 agosto 2014

Riportando tutto a casa


Siamo rientrati dall’avventura greca e siamo sbarcati nella casa del cuore, un trullo in pietra immerso in un uliveto, in cui riescono a trovare pace anche gli animi più inquieti. Un dolce ritorno al calore familiare, ai sapori e ai profumi della nostra terra, che è sempre bello ritrovare dopo un’esperienza in una dimensione differente.
Siamo stati accolti dall’affetto de La Ma e degli zii e dall’allegria del nostro Z., che prima ci ha snobbati, poi ricoperti di feste, bavose e scodinzolanti, e infine deliziati rubando a turno le scarpe dei nini e lasciandoci il segno con i suoi dentacci.
Pranzo divino, chiacchiere liete e nuovo trasloco di mercanzie per stabilirsi nella casa che ci accoglierà fino alla ripresa delle attività del nuovo anno (per me l’anno è sempre cominciato a settembre con la scuola e continua a essere così).
Qui si sta bene, c’è pace, spazio per tutti, si va al mare, si fanno piacevoli passeggiate nella Valle d’Itria… se non fosse per l’isolamento tecnologico cui sono destinata, dato che il mio cellulare non prende e non c’è connessione internet. Non ho fatto grossi sforzi prima di partire, per risolvere il problema, e così attendo trepidante il ritorno a un WiFi per poter “riaprire” il mio blog, creatura che mi manca. Intanto, scrivo, scrivo sul quadernino, ricopio in file e aspetto di poter pubblicare. Confesso che questo sapore un po’ antico, frutto dell’attesa, mi piace anche, amplifica la bella sensazione che provo quando, dopo aver scritto un post, averlo letto-riletto-controllato, premo il tasto pubblica.
Anche per telefonare, aspetto di essere in una zona col campo e faccio tutte le telefonate che mi sono venute in mente. Fa un po’ cabina telefonica e mi fa sorridere ripensando a quando facevo davvero la fila, d’estate, per chiamare il mio ragazzo, con un sacchetto di monete o con la scheda che a volte non funzionava.
Dopo un viaggio, in genere, mi piace tirare le somme e mi è venuto spontaneo pensare a ciò che ho portato indietro e a quello che invece ho lasciato.

Fuori onda

Come nella vita di tutti i giorni, a volte anche di più, durante le vacanze estive, in mezzo al bello e al divertente, capitano quei momenti che vorresti cancellare, ci sono quelle situazioni in cui vorresti non trovarti, da cui scappare. Ma non puoi, ci devi stare e aspettare soltanto che passi, perché più ti opponi e peggio è (almeno nella vita della effe). Ci sono anche cose che semplicemente vanno storte e ti mettono di cattivo umore.
Ecco, tutti insieme, momentacci, seccature e note stonate, i fuori onda della vacanza Grecia 2014.

  1. Discutere, litigare, non essere d’accordo, battibeccare, dirsi cosacce, dappertutto, in mezzo al mare o sul bordo del precipizio, in casa o in macchina, e non potersi allontanare a smaltire.
  2. Perdere di vista il marmocchio per 2 secondi sul traghetto e non trovarlo per alcuni terribili minuti. Cercarlo, correndo disperatamente, fino a riacciufarlo, felice e contento, nel garage. Essere morta un po’ in quei terribili minuti.
  3. Non riuscire a gestire i figli, non sapere cosa fare, non trovare le risorse per risolvere i momenti difficili con loro.
  4. Le liti, le urla, i capricci, gli scherzi, le mazzate tra fratelli, che vorresti non averli portati con te.
  5. Immaginare di lasciarli nel bosco, su un’isola, in montagna, a una stazione di servizio e scappare.
  6. Non riuscire a stare “sempre insieme, sempre insieme” e avere voglia di fuggire.
  7. Provare vergogna per questi sentimenti.
  8. L’umidità che ti penetra nelle ossa, il colpo della strega latente, l’indolenzimento che ti fanno ricordare che non sei più giovane.
  9. Comprare un paio di scarpette da mare e scoprire, troppo tardi, di avere due piedi uguali.
  10. Andare in montagna pensando di trovare un po’ di fresco e imbattersi in quasi 40 gradi.
  11. Non sapersi rilassare pienamente, non saper sempre apprezzare il bello che la vita ti regala.
  12. Le cacche, terribilissime, in posti assurdi, che si sparpagliano ovunque.

venerdì 15 agosto 2014

Pillole di un'estate greca 2

Ancora pensieri sparsi e impressioni, un distillato della nostra estate greca in formato all-exclusive. Il viaggio continua… estate è:
  1. Andare in giro tutto il giorno in infradito, che rimettersi le scarpe sarà un trauma.
  2. Prendere atto che le energie dei tuoi figli sono pressoché inesauribili mentre le tue batterie erano già scariche alla partenza e non si ricaricheranno mai. 
  3. I teli del mare intrisi di sale che non si asciugano più.
  4. Capire la scelta di una vacanza in un villaggio turistico col miniclub ma amare la vacanza itinerante, anche se è troppo faticosa.
  5. Vivere un tempo che sembra dilatato, ogni giorno vale doppio.
  6. Avvistare dei delfini.
  7. Avere un figlio stile naufrago sull'isola, in modalità dinosauro carnivoro, perfetto Gollum, nudo sul torrente, a caccia di pesci, in versione esploratore, tenero con due cagnolini "nella pancia" e determinato alla ricerca di insetti di tutti i tipi.
  8. Avere una figlia un po’ sirena, un po’ pittima, malinconica o allegrissima, silenziosa o logorroica, famelica e annoiata, immersa nella lettura o rapita dalla tv greca.
  9. Vivere senza tempo, fuori dal mondo, in una bolla.
  10. Sapere che il mondo sta scoppiando mentre tu sei in vacanza.
  11. Trascorrere una giornata in barca, anche se non ne avevi voglia, e dover ammettere di essere stata benissimo.
  12. Il calore dell’ospitalità greca.
  13. Mettersi in macchina “Mamma, voglio l’acqua”, sedersi al ristorante “Mamma, la cacca”, uscire di casa “Mamma, la pipì”, ovunque e sempre.
  14. Lasciare un posto da sogno in una giornata incantevole, felici di andare verso una nuova avventura.
  15. Rilassarsi e abituarsi alla vita “da vacanza” qualche giorno prima di tornare a casa.
  16. Avere un figlio che da grande farà il cattivo, avrà una scavatrice e una gru, farà il pizzerere, laverà i panni e si occuperà di cento altre attività interessanti.
  17. Avere una figlia che si innamora di tutte le casette in cui dorme e che si dispiace a doverle lasciare.
  18. La nostalgia dei bambini per la propria casa, per il cane Z. e per la gatta morta.
  19. Il bagaglio che giorno dopo giorno diventa sempre più informe e ingestibile.
  20. Dormire sempre troppo poco.
E poi, in ultimo, le belle sensazioni che la natura ci ha regalato:
il profumo degli alberi di fico scaldati dal sole, le montagne immense che ti sovrastano, i platani secolari, ricoperti di muschio, maestosi guardiani del tempo che scorre.

martedì 12 agosto 2014

99 moments of pleasure 13

Perdere lo sguardo nella natura aspra e selvaggia ed essere assorbito dal suo respiro profondo.

venerdì 8 agosto 2014

Pillole di un'estate greca 1

Connessione trovata su una spiaggetta carina, con musica di sottofondo, ombra e... un po' di pace (si fa per dire!).

venerdì 1 agosto 2014

meno 1

Manca un giorno e si parte!
Finalmente le vacanze. La tanto agognata pausa estiva sta per cominciare. Ormai il bisogno di staccare è forte, i bimbi reclamano le nostre attenzioni e anche noi grandi vogliamo stare con loro in una dimensione diversa, più rilassata.

giovedì 31 luglio 2014

Realizzazione

Per la effe, la questione della realizzazione personale è sempre stata importante, una cosa seria, attorno cui arrovellarsi e per la quale incasinarsi la vita.
Lasciando da parte gli stereotipi e l'eterna questione femminile del dualismo famiglia/lavoro, la realizzazione è materia complessa e la effe non la vede come un problema di scelta.

mercoledì 30 luglio 2014

99 moments of pleasure 12

Ritrovare, ormai disperata, in un'agenda del 2012 conservata 'forse-un-giorno-servirà', il codice d'accesso personale di un sito, necessario per inoltrare una domanda in scadenza. Non ti salva la vita ma ti risolve un sacco di problemi!

martedì 29 luglio 2014

99 moments of pleasure 11

Depennare dalle interminabili liste delle cose da fare quelle portate a termine (e non importa se l'obiettivo sia stato raggiunto egregiamente o incespicando qua e là).

lunedì 28 luglio 2014

Perché vado ai funerali

C'è chi fugge dai funerali, anche quelli di qualcuno vicino, c'è chi ci va, anche se non è molto vicino a chi non c'è più.

Io vado ai funerali per salutare chi se ne è andato, per dire a chi resta che non è solo, perché la morte fa parte della vita, per riflettere, per condividere il dolore e affrontare anche quello che mi porto dentro, perché la morte mi fa paura e la voglio esorcizzare, perché la morte è un pensiero frequente ed è sempre meglio prepararsi, anche se pronti, in vero, non lo si è mai.

Io vado ai funerali pensando a come sarà il mio, a chi ci sarà e se potrò vederlo o sarò così morta da non poterci essere.

domenica 27 luglio 2014

Se avessi una bacchetta magica...

1) Stirerei, piegherei e metterei a posto tutto il bucato che ho lavato in questi giorni con un paio di tocchi fatati.

2) Metteri in ordine tutta la casa, ma proprio tutta.

3) Cucinerei un pranzo speciale.

4) Farei i bagagli per le vacanze in men che non si dica.

5) Laverei la macchina e le farei fare la revisione.

6) Sbrigherei tutte le incombenze che mi attendono con rapidità ed efficienza.

7) Mi farei un taglio di capelli magnifico e una tinta fantastica.

8) Farei molte altre cose che ora non mi vengono in mente.

E voi, cosa fareste con una bacchetta magica?