sabato 31 gennaio 2015

Modalità liceale ribelle

Come quando la prof. d'Italiano al liceo assegnava dei temi improbabili che lei non svolgeva, perché non sapeva cosa scrivere, presentandosi il giorno dopo candida e impreparata, anche oggi, che dovrebbe essere dotata della capacità di affrontare compiti non in linea con le sue propensioni, la effe è andata in palla per un lavoro da consegnare lunedì, che non le piace e per cui non ha idee. 
Deve inventare e scrivere qualcosa di sensato e pertinente su un tema che le dice ben poco, che non ha ideato lei e per cui ha scarso interesse, se non il fatto che è un lavoro (per cui verrà anche pagata) e che quindi è proprio il caso di fare.
Non può arrivare lunedì e dire, come al liceo, non sapevo cosa scrivere e non l'ho fatto e dovrà spremersi e ingegnarsi per uscirne in maniera dignitosa.
Diciamo che è una di quelle cose che a farle a comando e in poco tempo non ci riesce proprio. 
Ci sta girando intorno da stamattina, cercando ispirazione e forza di volontà, sta arrivando al momento in cui la paura potrebbe fare da motore oppure bloccarla del tutto, scende giù in picchiata e sta per schiantarsi... 
Eppure fa qualsiasi altra cosa pur di non fare quella, così come faceva a scuola o all'università quando non aveva voglia di studiare. Ogni scusa è buona... ora i nini, ora il bucato, un cucchiaio di nutella di qua e uno di là, poi c'è la cucina, il fuoco nel camino, qualcosa da sistemare, una rissa da sedare, una telefonata da fare, qualcos'altro cui pensare. 
Il tempo passa... e il barattolo grande di nutella non basterà.

18 commenti:

  1. Tappati il naso e mangia la minestra...corri il rischio di rovinarti anche la domenica se rimandi!
    Però: come ti capisco!!!
    Ma davvero arrivavi al liceo impreparata?! Io non ne ho avuto mai il coraggio! Ti stimo, sorella!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La domenica è già ipotecata! Mi sto impegnando, anche perché condivido il lavoro con una collega e non vorrei coinvolgere anche lei.
      Il mio miglior amico di scuola ancora si ricorda con che naturalezza dicevo alla prof. che non avevo saputo cosa scrivere. Per il resto studiavo molto e non andavo a scuola impreparata... I temi erano tutta un'altra storia però. Quelli creativi mi davano l'ansia, detestavo le relazioni sui film e in generale avevo un rapporto conflittuale con la scrittura. Poi troppe costrizioni mi stavano strette... ai limiti della ribellione (anche le letture imposte mi scendevano a fatica). A dispetto di quello che possa sembrare ero una mezza secchiona! ;-)

      Elimina
  2. Forza Fenice!!!!! Se va fatto... va fatto!
    Certo che non è semplice scrivere su qualcosa che non si sente.
    A cosa puoi pensare perchè ti stimolli? Qui di voti non si parla ma.... di soldini... nemmeno quelli ti stimolano???? ahahahahahahahah
    Non vorrei essere al tuo posto!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che la faccenda dei soldi è complessa quanto il mio rapporto con le "pillole da ingoiare" ;). Comunque ci sto lavorando e qualcosa verrà fuori, farò del mio meglio... anche se a volte "il meglio" è non fare.

      Elimina
  3. E una biografia di Gandhi, un Hard Time di Dickens in una notte e i Viceré in pigiama in pochi giorni non ti dicono niente? Bacetti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La biografia di Gandhi la leggesti tu per me in un pomeriggio mentre io mi sfondavo di altri compiti e alla fine feci la ricerca su Martin Luther King copiandola da un trafiletto su un libro.
      Hard Times non me lo ricordo nemmeno (non è che confondi con figli e amanti letto in italiano invece che in inglese? (i ricordi si perdono nelle pieghe del tempo, ormai).
      I Vicerè li lessi in pigiama, calcolatrice alla mano, l'ultima settimana prima di ritornare a scuola, con una media di oltre 100 pagine al giorno, di letterine fitte fitte. Oggi saprei fare di meglio... ma una settimana a leggere in pigiama non me la regalerà più nessuno :).

      Elimina
  4. Dire che ti capisco forse in questo caso non aiuta...quando una cosa non mi piace, mi impunto che non la voglio fare. E la faccio all'ultimo.
    Era così a scuola, è così sul lavoro (il lavoro in cui scrivo, non il lavoro in cui servo da bere ;) se mi permettessi di dire "No, il Mojito il 2 febbraio non te lo faccio" penso che avrei ben poche giustificazioni. Anche se avrei perfettamente ragione :P)

    Come è andata a finire? ;)
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivere, per me, è ancora una cosa che affonda le radici nell'interiorità, non è un vero "lavoro", per cui a comando mi riesce difficile. In generale, quando devo scrivere e non sono pronta (magari ho bisogno tanto di ispirazione quanto di studio) rimando anche io fino all'ultimo.
      Dritta o storta ho scritto, assemblato e consegnato (per fortuna ci sarà la possibilità di rivedere e migliorare). Gli aspetti pratici del mio lavoro li gestisco meglio anche quando è una giornata storta, anzi mi aiutano a riprendermi e a trovare la strada per affrontare tutto il resto.

      (un mojito lo berrei soltanto su una spiaggia di un'isola sperduta, al tramonto, non te lo chiederei mai il 2 febbraio a Forlì ;))

      Un abbraccio a te e che l'ispirazione sia con noi

      Elimina
  5. Dai Fenice mia, sono sicura che questa mattina hai consegnato il tutto con diligenza e disciplina..
    Ci saranno anche voluti due barattoli di nutella , ma tutto è stato ok!!!!
    Bacio adorabile!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa volta ci sono riuscita e già sono al lavoro di nuovo. Baci

      Elimina
  6. Sono in ritardo, spero sia andata bene... Capisco la noia di dover scrivere qualcosa per cui non abbiamo ispirazione... Ma il lavoro è lavoro, come dici...
    Baci!

    Maira

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutto bene! Anche se c'è già la nuova scadenza per venerdì...
      Baci a te

      Elimina
  7. Io ammiro la capacità di farsi trovare impreparata...non riuscivo mai al liceo e neppure ora che son quasi in menopausa :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Erano casi sporadici di ribellione... in fondo ero studiosa, a volte ai limiti della secchionaggine, ma sopratutto per le cose che mi piacevano.

      Elimina
  8. Hahahahahaha... mi hai fatto morire dal ridere....immagino la faccia dei tuoi prof quando candidamente sfoderavi la tua innocente giustificazione! Che ovviamente funzionava perchè almeno dovevano apprezzare l'onesta intellettuale!!!
    Ho letto che la consegna è andata bene e mi rallegro per te...l'adrenalina fa miracoli ;-D
    Un bacio <3 <3 <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie e tanti baci.
      P.S. Bello il tema del circo...

      Elimina
  9. Lavorare senza ispirazione in modo creativo a qualcosa che proprio non ci tira fuori nulla di buono è un dramma! Ti capisco!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio lavoro, in fondo, è poco creativo. I problemi sorgono quando si pretende una creatività scientifica o di far fare cose che non sono proprio di competenza senza fornire molte indicazioni. Insomma, andare a tentoni e magari anche dover rifare tutto. :(

      Elimina

lascia qui la tua traccia...